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Poste Italiane non vuole consegnare le raccomandate

Coraggio, ragionate con me, arriverete alla mia stessa conclusione. Ecco la notizia, subito: Poste Italiane, per ben precisa volontà aziendale, ha stabilito un orario di consegna delle raccomandate grazie al quale il recapito a domicilio fallisce nella quasi totalità dei casi.

Almeno nella mia zona, i postini consegnano le raccomandate tra le 11:30 e le 13:00 del mattino. A quell’ora una persona normale, normalissima, nella stragrande maggioranza dei casi, dove sta? Al lavoro, risposta esatta. Se manca poco alle 13, come è accaduto a me l’ultima volta (vedi figura), tutt’al più sta per entrare in pausa pranzo, ma di certo non si trova a casa. E se è sabato, non è affatto detto che quella stessa persona non se ne stia a zonzo: dopo aver lavorato un’intera settimana direi sia un sacrosanto diritto.

Sia che quella persona viva da sola (single) sia che abbia un partner (sposata o in coppia che sia), con l’attuale ritmo dell’economia nazionale, quante possibilità ci sono che in quella stessa casa abiti qualcuno che se ne sta là, in panciolle, ad attendere che arrivi il postino? Esatto, pochissime, praticamente nessuna.

Non ci vuole un cervello vulcaniano per arrivarci. E come ci arrivo io che non capisco niente, dovrebbero arrivarci anche i megadirigenti che in Poste Italiane si portano a casa stipendi milionari, benefit e quant’altro. Dunque, dovrebbero disporre che la consegna delle raccomandate (o di qualsiasi altro plico, pacco o altre amenità da consegnare a domicilio) sia svolta in un orario in cui l’esito positivo della consegna possa ottenersi il più spesso possibile, e ciò tanto nell’interesse dell’azienda quanto in quello del destinatario.

Invece, manco per niente: per motivi che ignoro totalmente, ciò non si è mai verificato e continua a non verificarsi, nonostante sia lampante e sotto gli occhi di tutti che andrebbe fatto. Il che mi fa sospettare che sia una strategia ben precisa, diretta a far fallire artatamente e negligentemente il più recapiti possibile, forse al fine di portare la gente all’esasperazione e costringerla ad utilizzare il servizio online di posta certificata della stessa azienda, a cui occorre abbonarsi. Non è un’ipotesi azzardata: con il protrarsi dei disservizi, sempre meno gente utilizzerà la raccomandata, saranno giustificati ulteriori licenziamenti e, nel contempo, nuovi profitti dai nuovi clienti di Posta Elettronica Certificata.

Il biglietto di mancata consegna, lasciato da Poste Italiane (click per ingrandire)
Il biglietto di mancata consegna, lasciato da Poste Italiane (click per ingrandire)

Risultato: ci si ritrova un bigliettino come quello in figura (in cui ho oscurato alcuni dati per rispetto della privacy) che invita ad andarsi a ritirare in proprio la raccomandata a partire dal giorno successivo. Non solo: c’è anche la minaccia di dover corrispondere una quota forfettaria di 52 centesimi (le vecchie mille lire) per giacenza superiore a cinque giorni. Al trentesimo giorno, la raccomandata (forse) torna al mittente.

Gli orari, almeno nell’ufficio postale di competenza della mia zona, sono perfettamente coincidenti con i normali orari d’ufficio della stragrande maggioranza di persone normali.

Che si fa, si va dal proprio capo e gli si dice: “sai, dalle 11:30 alle 13:00 devo stare a casa, perché potrebbero consegnarmi una raccomandata”. Facile immaginare la risposta: “Senti qua, ti risolvo io il problema. Ti licenzio in tronco, così puoi stare a casa tutto il giorno ad aspettare le tue raccomandate”.

Sapete cosa c’è?

  1. Se volete che io venga a ritirarmi la raccomandata dovete pagarmi, si, voi di Poste Italiane. Certo, perché siete stati pagati dal mittente per svolgere anche un servizio di consegna. Servizio che non avete effettuato non per colpa mia ma vostra: è vostra la decisione di recapitare in un orario in cui è quasi certo non trovare nessuno, non certo mia. E per venirla a ritirare debbo chiedere un permesso al lavoro, perché di sabato ho tutto il diritto di andarmene a zonzo, di certo non a perdere tempo ad un ufficio postale.
  2. Per farmi sbrigare (perché se no la raccomandata giacente per colpa vostra vi da fastidio) volete anche 52 centesimi se non riesco a trovare il tempo di venire da voi entro cinque giorni? Cosaaaa? State dando i numeri.
  3. La raccomandata che per colpa vostra non è stata recapitata, per quanto mi riguarda potete anche mangiarvela (ognuno è libero di immaginare frasi molto più colorite idonee all’uso nella circostanza, ma io le evito) e i miei 52 centesimi potete star certi che non li vedrete mai.
  4. Ma così perdo corrispondenza che potrebbe essere importante? Non è un mio problema, è un problema di chi mi scrive. Che nel terzo millennio ancora mi debba preoccupare di una circostanza del genere fa solo ridere.

Non c’è che dire: se la consegna a domicilio di SDA Transport (senza colpe dirette per i fattorini, ma con colpe gravi per il management che dirige l’azienda in modo così vergognoso) si è rivelata e continua a rivelarsi un fallimento pressoché totale, data la partnership con Poste Italiane, di certo non ci si poteva attendere nulla di meglio.

Perciò, prima di utilizzare lo strumento raccomandata per scrivere a un privato, pensateci bene. Molto meglio un fax, un’email o la cara, semplice, vecchia posta ordinaria, tutt’al più PostaCelere: le possibilità che giunga sono molto, molto più elevate. Serve per forza la ricevuta di ritorno? Passare alla PEC (che però costa), oppure chiederla via fax, è molto meglio. Infine, una bella agenzia recapiti privata, a cui chiedete di recapitare di sera alle ore 21: questa si che è la scelta da fare se davvero non potete farne a meno.

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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12 thoughts on “Poste Italiane non vuole consegnare le raccomandate”

  1. Peggio ancora 3 persone in casa il postino nn suona ( nn è la prima volta) e molla il cedolino in cassetta … Vergognoso!!!!!!

  2. A me è successo con un ordine da eBay: Dopo GIORNI che aspettavo la consegna, ho dovuto contattare il venditore via eBay per dirgli che non mi era arrivato nulla, e solo grazie a LUI ho scoperto che l’oggetto che avevo acquistato era segnalato come “mancata consegna” da ben 5 giorni, e nessuno mi aveva lasciato ne’ cedolino ne’ altro… Sono dovuta andare all’ufficio postale con un numero di riconoscimento stampato da una mail del venditore di eBay. MA SI POTRA’???? SCANDALOSO.

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