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Poste Italiane – Posta Raccomandata = Truffa?

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21 aprile 2010 - 14:46 | Letture 6.458 | Commenti 0 | Link breve

Massimo Sarmi nel 2006 guadagnava di solo stipendio 438mila euro l’anno. Oggi chissà quanto guadagna. Nel frattempo, la sua azienda è come truffasse il prossimo: qui ci sono le prove



(UPDATE in calce) (doppio update) Come ho promesso, ogni volta che accade qualcosa di anomalo con Poste Italiane, sarò pronto a “punire” l’azienda svergognandola come merita.

Ecco cosa spetta a un cliente che invia una lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Nel mio caso, trattandosi di “raccomandata legale” (si spedisce senza busta, piegando il foglio in tre “a fisarmonica” e si chiude con nastro adesivo, per impedire anche la più remota ipotesi che il destinatario possa negare di averla ricevuta), si trattava di un solo foglio, quindi leggerissima.

Ricevuta dell'invio della raccomandata (click per ingrandire)

Ricevuta dell'invio della raccomandata (click per ingrandire)

Costo: € 3,90. Non proprio un regalo. Nel prezzo è compresa la cartolina per l’avviso di ricevimento che, da qualche tempo a questa parte, è preimpostata come Posta Prioritaria: dunque costa il doppio ma, in teoria, dovrebbe arrivare entro due o tre giorni.

La raccomandata è stata spedita il giorno 8 aprile 2010 (vedi immagine di lato a destra). La consegna della raccomandata è stata veloce: essendo Roma su Roma, ha impiegato un solo giorno.

L'avviso di ricevimento, POSTA PRIORITARIA, arrivato dopo 12 giorni (click per ingrandire)

L'avviso di ricevimento, POSTA PRIORITARIA, arrivato dopo 12 giorni (click per ingrandire)

Peccato che questo io l’abbia saputo dopo 12 giorni (vedi immagine di lato a sinistra).

Vorrei sapere, quando Massimo Sarmi (amministratore delegato) dice di aver risollevato Poste Italiane, cosa intende: sono capace anch’io a risollevare un’azienda agendo con provvedimenti al limite del truffare il prossimo. Probabilmente abbiamo due idee diverse del concetto di prioritario: per me, prioritario è qualcosa che ha priorità su tutto il resto. Forse per Sarmi non è così.

Certo, lo ripeto, ha tutte le caratteristiche per sembrare una truffa, bella e buona: 12 giorni per consegnare una cartolina in posta prioritaria! Quello è un tempo elevato ma accettabile per la posta ordinaria, non per quella prioritaria.

Ecco a chi abbiamo affidato il risollevamento delle sorti di Poste Italiane. A una persona che, nel 2006, di solo stipendio prendeva 438mila euro l’anno! Oggi, con le nuove tempistiche-truffa come quella qui dimostrata (quando Posta Prioritaria uscì per la prima volta era un gioiello: città per città, spedita entro le 7 del mattino a volte arrivava il giorno stesso), gradirei molto sapere quanto guadagna, se di meno o di più rispetto al 2006. E quanti bonus si porterà a casa quando si toglierà dai piedi.

Ed è inutile venire a dire “ma c’è stato un disguido”: qualcuno mi deve anche spiegare come mai, per via di chissà quale altisonante business plan, la posta di questo genere parte da Roma Centro, per essere consegnata a Roma Centro e poi la cartolina, per tornare a casa mia (cioè sempre a Roma Centro) è passata per Fiumicino (vedi timbro). Gli hanno fatto prendere l’aereo? Forse è passata per Milano?

Vergogna!

UPDATE - Ragionandone con un amico, potrebbe essere accaduta una cosa: poichè il destinatario era un’istituzione della Pubblica Amministrazione, la cartolina potrebbe aver sostato nell’ufficio destinatario in quanto (pur non essendo del tutto lecito, da quel che ho capito) spesso accade che Poste Italiane lasci gruppi di raccomandate in consegna, comprese cartoline di avviso di ricevimento, e queste vengono ritirate al successivo “giro” di consegna. In tal caso, gran parte del ritardo potrebbe essere materialmente generato dal destinatario e non dal meccanismo di Poste Italiane.

Va bene, non mi stupirebbe se fosse andata davvero così, data la scarsa efficienza a carattere generale della Pubblica Amministrazione. Il fatto è che il mittente, questo, non potrà mai saperlo ufficialmente. In fin dei conti la transazione riguarda un servizio che il cliente chiede e paga a Poste Italiane: di quel che accade una volta spedita la lettera il cliente non è tenuto a sapere nulla. Per quanto concerne la firma della cartolina, quando una raccomandata a.r. arriva a casa il postino non lascia mica cartoline a nessuno… la vuole firmata subito, sul punto. Dunque, anche qui, se Poste Italiane acconsente all’adozione di una dinamica gestionale del tutto autonoma e non codificata nel percorso della cartolina di avviso (ammesso che lo faccia), questo non mi sembra un problema che riguarda il cliente: la tariffa è uguale per tutti, non c’è alcuno sconto se la lettera viene recapitata alla Pubblica Amministrazione, a un’azienda o a un privato. Il risultato finale è quel che conta: quasi quattro euro per un foglio da consegnare e una cartolina Prioritaria da far tornare non sono pochi e direi che, per quel prezzo, la cartolina debba tornare indietro come un razzo. Di qui la mia sensazione di essere truffato, tutto qui.

Piuttosto, una cosa: ho l’impressione che, un po’ ovunque, siamo in precario equilibrio tra una tecnologia ancora basata su carta e messaggero (non più appiedato, ma sempre umano) e la Posta Elettronica Certificata. Ho quest’impressione perché, se vi leggete questo pezzo del Washington Post, noterete che la situazione della USPS (United States Postal Service, la posta ordinaria USA, insomma) non è poi così rosea.

Perché, dunque, non darsi da fare per far funzionare bene e subito la PEC per tutti? Ma davvero, però.

Doppio Update – Leggendo qua e là ne ho trovata un’altra, simpatica: secondo un rapporto (PDF) del Government Accountability Office statunitense (GAO) le poste americane, una delle istituzioni più vecchie, sono in guai seri. C’è chi si chiede se il servizio non sia da considerarsi addirittura obsoleto. Mal comune, mezzo gaudio? Ma neanche per sogno: ammesso stiano peggio, cerchiamo di far meglio, no?

Marco V. Principato (1062 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista, studia Scienze della Comunicazione e si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.




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