Stampa post Stampa post
Home » Mercato
Cambia categoria:

Categorie


Se compro è perché mi fido: il nuovo marketing

  • Condividi su Telegram
  • Condividi su WhatsApp
  • Consiglia su Facebook
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su Google+
21 ottobre 2015 - 20:46 | Commenti 0 | Link breve

A un già completissimo pezzo dell’amica Rachele Zinzocchi vorrei solo aggiungere qualche piccola considerazione. Che ha radici tutt’altro che vicine.


... vuol dire fiducia! Ve lo ricordate?
… vuol dire fiducia! Ve lo ricordate?

Quando sono nato io, il logo di Galbani era quello riprodotto qui sopra. Sin da allora, il claim era «Galbani! Vuol dire fiducia!». Dunque, nihil novum sub sole, nulla di nuovo sotto al sole: la fiducia è un elemento indispensabile per il funzionamento dell’intero marketing mix.

Al già gradevolissimo e ben documentato pezzo di Rachele Zinzocchi su TechEconomy non ho altro da aggiungere se non una cosa: non poteva che andare così, proprio perché, come ci ha già anticipato nel 1995 il Cluetrain Manifesto alla seconda voce, «i mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici».

E gli esseri umani vivono di fiducia: cosa vuol dire essere amici (davvero, non solo su Facebook)? Vuol dire – tra l’altro – che due persone, l’una nell’altra, ripongono una fiducia pressoché illimitata, sovvertibile solo da un fatto particolarmente eclatante, per dar credito al quale ci vuole anche un certo tempo, proprio perché  nell’amicizia si viene a creare un rapporto solido, fluente e agevole che a nessuna delle due persone andrebbe mai di scalzare: facilita la vita.

Il problema è che, dal 1993 ad oggi, gli aspetti “etici” del marketing (e ci sono) sono stati messi parecchio in disparte, spesso con notevole sfrontatezza, senza valutare minimamente le conseguenze a medio/lungo termine.

Per cui, un Google della situazione non riuscirà mai ad avere “fiducia totale”: vive sulla quantità, sulla “massa”, e su questo imposta la propria progettualità. Per questo VolksWagen, che Rachele Zinzocchi cita – giustamente – nel suo pezzo, siccome è senz’altro una grande organizzazione ma non è Google, ora dovrà faticare come una schiava per ricostruire la propria brand image (e non è detto che ci riesca: dovrà sguinzagliare gente che, di marketing, ne mastichi davvero tanto per riuscirci).

Dunque, il consiglio per tutti, dalle microimprese in su: certamente è quello di essere responsabili, ma soprattutto è quello di costruire fiducia e non tradirla mai, per nessun motivo. Costruire fiducia costa: costa moltissimo in termini di comunicazione, di informazione sulle proprie politiche, di strutturazione, di capacità di integrazione e di adattamento ai bisogni, l’elenco potrebbe continuare a lungo.

«Gli acquirenti non comprano punte da trapano da 1⁄4 di pollice: comprano fori da 1⁄4 di pollice» (Levitt 1969, cit. in Roberto Grandinetti, Concetti e strumenti di marketing, Etas, Milano 2007).

Capito? Comprano fori, non punte da trapano. Perciò mi devo assolutamente fidare di chi mi dice “usa il brand X per realizzare il tuo foro”. Perché questo meccanismo non si inceppi, la fiducia deve essere ovunque: in chi mi propone la punta più adatta e, conseguentemente, in chi produce la punta che mi viene proposta, altrimenti l’incastellatura cade. E i social, in questo, possono certo aiutare, ma non possono sostituirsi alla fiducia.

PMI, medio-grandi, grandi imprese, imparate a memoria la lezione.


In questo post ho parlato di: , ,

Marco Valerio Principato (1283 articoli)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

  • Feed RSS autore
  • Twitter
  • Facebook
  • Instagram
  • Telegram
  • BlackBerry Messenger (BBM)
Commenti Facebook (seguono locali più avanti)
Commenti locali

Lascia un commento (locale)

Aggiungi di seguito il commento, oppure trackback dal tuo sito. Puoi anche abbonarti a questi commenti via RSS.

Sii gentile. Massimo 1 link o sarà moderato. Pulizia nel testo e rimanere in tema. Niente spam, per favore.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*


Post su argomenti simili:

Diciamo che il 2015 è stato un po' un anno di “svolta”. Come accade sempre in Italia, stanno arrivando...
Da quando c'è Facebook (ma anche MySpace, stessa sinfonia) non si fa che parlare di "amici": quella...
Per carità, non ho le competenze per stabilire proprio nulla. Però l'incidente alla Metro B che c'è...
Si, è vero. Il "Web libero" non esiste più. Il Web - e anche il social, direi - è ormai schiavo della...
Me lo ha chiesto più di qualcuno. Si, ce l'ho ancora, per una serie di ragioni. No, non c'entra l'età....