Avete idea di effettuare un acquisto online con questa azienda? Accertatevi di non aver bisogno della consegna in luogo diverso dalla vostra residenza. Altrimenti, leggete: è meglio.
Se un articolo me lo fai leggere integralmente sul sito mobile, perché tramite App mi impedisci di leggerlo se non sono abbonato? Giacché c’è pubblicità in entrambi i casi? Boh!
Circola sottobanco Windows Blue (successore di Windows 8), in cui pare ci sia Internet Explorer 11. Il quale pare sia capace di imbrogliare e presentarsi come Firefox. Altri guai?
Avete presente il bloatware o scrapware preinstallato dalle case produttrici di computer, fastidioso, ingombrante e quasi sempre inutile? Si ripropone pari pari sugli smartphone.
Ma come sono tutti bravi a fare radiografie sui titoli di Marta Grande. Io penserei a guardare altro, piuttosto. Per esempio il fatto che una deputata 25enne è un salto avanti enorme.
Anche sul New Blog Times la pulizia è stata portata a compimento. I tracker residui sono di AdSense, necessari fino al prossimo pagamento, dopodiché… zac, colpo di forbici.
Secondo Il Sole 24 Ore il blog di Grillo incasserebbe tra i cinque e i dieci milioni di euro l’anno dalla pubblicità. Sarà, ma a me che non sono “esperto” i conti non tornano.
Sento Google che, là fuori, fa ancora chiasso, ma ormai non è più in casa mia: ho i doppi vetri alle finestre e una buona porta blindata. E l’ho appena chiuso fuori.
Cosa c’è dietro l’ultima furbata di Mark Zuckerberg, ossia rimodellare il flusso notizie? Mettere al centro l’esperienza utente? Macché, sbagliato. Sempre lei: la pubblicità.