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Catenaumana.it: secondo me è una catena da recidere

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16 agosto 2015 - 18:58 | Commenti 0 | Link breve

Sapete? John Howard non è più primo ministro australiano da ormai otto anni. E non ha mai dato alcuna «lezione di civiltà a tutto l’occidente». Ma c’è chi vuole ancora farlo credere.


Il post su Facebook, parzialmente oscurato per rispetto della privacy.

Il post su Facebook, parzialmente oscurato per rispetto della privacy.

In perfetta buona fede, un amico ha condiviso su Facebook un post pubblicato dal sito catenaumana.it, in cui John Howard, citato come primo ministro australiano, avrebbe fatto una dichiarazione in grado di dare una «lezione di civiltà a tutto l’occidente». Il post reca la data del 16 agosto 2015, quindi attualissimo.

Intanto John Howard è stato primo ministro australiano dal 1996 al 2007, dunque sono ben otto anni che non lo è più: gli sono succeduti altri tre, per arrivare all’attuale, che è Tony Abbott. Quindi sì, si tratta di una bufala. Lo spiega anche Paolo Attivissimo, con tanto di documentazione.

Quel che è ancor più grave è il comportamento del sito catenaumana.it. Osservate lo screenshot riprodotto qui sotto, ad evitare malintesi laddove dovesse essere rimosso l’articolo (continua dopo):

L'articolo pubblicato su Catenaumana.it e inoltrato su Facebook

L’articolo pubblicato su Catenaumana.it e inoltrato su Facebook

Il sito dispone di (o dimostra di avere interessi in):

  • otto pagine Facebook;
  • un account Twitter;
  • un account Google Plus;
  • un canale YouTube;
  • un gruppo Facebook.

Sembrerebbe che il suo principale obiettivo non sia tanto quello di diffondere informazioni non prese in considerazione dai media mainstream, quanto quello di ottenere traffico, “mi piace”, commenti, condivisioni. Lo si nota anche dall’invadenza del materiale pubblicitario in funzione della sua dislocazione.

Il tutto sulla base di una vera e propria bufala, che circola da una decina d’anni e, dunque, fa affidamento sulla scarsa memoria sociale, sperando di mietere ancora vittime.

Inutile dire che ho proceduto a segnalare come inopportune tutte le pagine Facebook, ma questo servirà a poco e niente, purtroppo: Facebook non si interfaccia al suo pubblico con una mente umana, ma attraverso troppi filtri, di cui la maggior parte automatici.

L’unico sistema per contrastare un simile abuso della fiducia della società è quello della consapevolezza. Chi intende non sottostare a simili circonvenzioni condite con olio, demagogia e populismo spiccioli, verifichi di aver tolto il proprio “mi piace” dalle seguenti pagine Facebook, prese dal citato articolo:

  1. https://www.facebook.com/catenaumana
  2. https://www.facebook.com/catenaumana4
  3. https://www.facebook.com/pages/Catena-Umana-Italia/1382467378647160
  4. https://www.facebook.com/IlPopoloNonSiPiegaMaSiRibella
  5. https://www.facebook.com/pages/Attacco-mirato/1533312500285164
  6. https://www.facebook.com/Blacknews.it
  7. https://www.facebook.com/pages/Catena-Umana-Italia-ora-il-sogno-degli-italiani-si-avvera/310599585706117
  8. https://www.facebook.com/pages/Catena-Umana-Associazione/175031599360842

Inoltre, chi desidera abbandoni il relativo gruppo a questo indirizzo:

https://www.facebook.com/groups/398864840278865/

e smetta di seguire su Twitter l’account https://twitter.com/CatenaUmana.

Poiché la “moneta” con cui certe realtà di pochi scrupoli si pagano è il “social-consenso” (l’ho spiegato qui), l’unico modo per punirle è togliergli quest’ultimo.

Infine, la “lezione” da trarre, che non mi stancherò mai di ripetere: non credete alla prima cosa che vi si para davanti in Internet. Non è più come una volta, adesso occorre verificare, sempre: la bufala, la truffa, la circonvenzione sono dietro l’angolo. Come per strada.

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Marco Valerio Principato (1279 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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