Stampa post Stampa post
Home » Costume e società
Cambia categoria:

Categorie


Voce del verbo «twittare», i meccanismi

  • Condividi su Facebook
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Pinterest
  • Pubblica su MySpace
  • Invia su Segnalo
  • Invia a Diggita
  • Segnalibro su Google
  • Pubblica su Blogger
  • Condividi su Google Reader
  • Condividi su Google+
17 luglio 2012 - 06:30 | Letture 86 | Commenti 0 | Link breve

Ecco come accade che un neologismo prende forma, seguendo la strada che gli è più comoda: quella della quanticità e della sintesi semiotica



Ormai è fatta, si usa, si capisce, è diventato consuetudinario e convenzionale. Nessuno si stupisce più della coniugazione di un verbo del tutto inventato se è lo stesso Twitter a inviare email in cui lo coniuga seguendo un’ipotetica prima coniugazione del verbo twittare  (come del resto forwardare, scannerizzare e simili). Ecco:

Twitter stesso suggerisce la ''nascita'' di un verbo

Twitter stesso suggerisce la ”nascita” di un verbo

Come comportarsi? I linguisti più conservatori direbbero che è follia. Ma quelli più “aperti” sarebbero di un’altra idea: la lingua è comunicazione, è una cosa viva, si evolve e si modifica nel tempo adattandosi ai contesti sociali e creando nuovi codici in grado di trasmettere concetti diversamente più complessi da trasmettere.

Internet e l’informatica, del resto, sono sede privilegiata dove spessissimo si assiste alla nascita spontanea di nuovi impianti semiotici in lingue diverse dalla loro lingua madre, che è l’inglese. Basti pensare al grande sforzo dei francesi – e ultimamente anche degli arabi – nel cercare di colmare tali lacune semiotiche con appositi neologismi: per il francese ufficiale, il computer si chiama ordinateur, anche se di fatto i giovani continuano a chiamarlo computer oppure, in forma abbreviata (e più quantica), lo chiamano “ordì“. Gli arabi hanno il nome ufficiale del computer: si chiamerebbe al hasùb, ma nella lingua parlata, specie i giovani, continuano a chiamarlo el combiuter (non hanno il fonico “p” nel loro alfabeto).

Per esprimere, dunque, “twitta questa storia” (dove anche la traduzione storia è palesemente abusata traducendola letteralmente dall’inglese story), occorrerebbe una frase più lunga, per esempio “riscrivi a tuo nome su Twitter questa segnalazione”. Allo stesso modo, “twittato da Anonymous” avrebbe richiesto un meno pratico “scritto su Twitter da Anonymous”.

Personalmente non sono troppo avvezzo a cambiamenti così “istintivi”, tuttavia debbo ammettere che, a prescindere da questioni tecnico-linguistiche, l’uso di questo neologismo funziona: è un nuovo codice, creato sulla falsariga di altri esistenti dei quali richiama l’aspetto fonetico terminale seguendo la prima coniugazione perché più quantica e assurgendo a rappresentante di un nuovo elemento semiotico, condensato rispetto all’espressione canonica in lingua italiana.

Senza sconfinare in analisi più tecniche dal punto di vista linguistico, sono convinto che prima o poi sarà “ufficializzato”, anche in forza della “autorità della fonte” (lo stesso Twitter) che ormai lo propone come fosse ufficiale. Ne riparliamo tra una decina d’anni?

Marco V. Principato (919 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista, studia Scienze della Comunicazione e si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.




Etichette: ,,

  • Condividi su Facebook
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su FriendFeed
  • Condividi su Pinterest
  • Pubblica su MySpace
  • Invia su Segnalo
  • Invia a Diggita
  • Segnalibro su Google
  • Pubblica su Blogger
  • Condividi su Google Reader
  • Condividi su Google+

Lascia un commento

Aggiungi di seguito il commento, oppure trackback dal tuo sito. Puoi anche abbonarti a questi commenti via RSS.

Sii gentile. Massimo 1 link o sarà moderato. Pulizia nel testo e rimanere in tema. Niente spam, per favore.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo è un blog abilitato Gravatar. Per avere il tuo Gravatar, riconosciuto ovunque, registrati su Gravatar.

*