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Chiuso il liutaio Bruno Carugno di Roma

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28 maggio 2013 - 07:48 | Commenti 8 | Link breve

Una delle più note e antiche liuterie romane ha ceduto il posto a un nuovo esercizio commerciale. Con essa “se ne va” un importante pezzo della storia degli strumenti musicali.


Il negozio e laboratorio del liutaio Bruno Carugno a Roma (estratto da Google Street View)

Il negozio e laboratorio del liutaio Bruno Carugno a Roma (estratto da Google Street View)

La foto che vedete qui sopra è di agosto del 2012, esattamente presa da questo link di Google Street View. Ma se passerete a Roma in Via Leone IV n. 21, proprio accanto ai Musei Vaticani, non troverete più la “bottega” di Bruno Carugno, storico liutaio di Roma, come la vedete qui sopra: qui è chiusa perché la foto è, appunto, di agosto, ma la bottega era ancora attivissima. Ancora risultano, alla data di redazione, i suoi estremi.

Ecco cosa c'è ora al posto del liutaio Carugno

Ecco cosa c’è ora al posto del liutaio Carugno

Quel che vedrete ora in quel punto della strada è quanto potete osservare dalla foto qui a fianco (la foto è mia ed è stata scattata ieri, 27 maggio 2013). E, probabilmente, quando la Google Car ripasserà a via Leone IV per rinfrescare la memoria di Google, vedrà – forse – la stessa cosa. “Forse” perché, con la crisi che c’è, non è affatto detto che quell’esercizio commerciale possa reggere a lungo come ha retto a lungo la liuteria Carugno: glielo auguro.

La cosa mi ha intristito molto, dico la verità. Con Bruno Carugno c’era una sorta di legame “affettivo”, dovuto al fatto che la mia chitarra classica a 10 corde è una sua “creazione”.

Per meglio dire: io avevo già una chitarra, una normale “Di Giorgio mod. Estudante n. 18”, sin  da metà anni ’70 del ‘900 (avevo 15/16 anni quando mio padre me la comprò). Un giorno, intorno a metà anni ’90, ho deciso di farla modificare: ero letteralmente innamorato della 10 corde che suonava Narciso Yepes. La prima 10 corde della storia uscì nel 1964, ad opera del liutaio spagnolo Jose Ramirez III e quindi, solo una quindicina d’anni dopo, era ancora molto difficile averne una se non pagando prezzi esorbitanti.

Così portai foto su foto di Narciso Yepes e della sua chitarra a Bruno Carugno e lo supplicai di modificare la mia. Mi chiese tempo, almeno tre mesi. E volle, all’epoca, 900mila delle vecchie lire, come dire 900 euro oggi (considerando il diverso potere di acquisto).

La Di Giorgio Estudante n. 18 trasformata dal liutaio Bruno Carugno di Roma

La Di Giorgio Estudante n. 18 trasformata dal liutaio Bruno Carugno di Roma

Ma la fece, eccome. Praticamente della chitarra originale è rimasta solo la cassa, perché manico, paletta, ponticelli, tutto – ovviamente – è stato sostituito con altrettanti pezzi fatti a mano da Carugno. La potete vedere qui a destra, in una foto dello scorso anno: ce l’ho ancora, e suona perfettamente.

Dovetti impegnarmi, per l’epoca, nel reperimento della prima muta di corde da 10: le prime sei sono standard, ma dove diavolo andare a trovare le altre quattro dei bassi aggiuntivi?

Se è stato abbastanza difficile anche in tempi piuttosto recenti (luglio 2012), figurarsi allora… ma ci riuscii all’epoca con Galli Strings, mentre oggi è meno difficile (comunque non facilissimo).

Chi legge potrebbe chiedersi: a cosa diavolo serve una chitarra classica a 10 corde? Be’, ecco, di questo avevo già accennato, chi non è un appassionato difficilmente ne comprende la ricchezza.

Allora, sperando che il buon Bruno Carugno abbia semplicemente deciso di smettere (aveva qualche anno) per sola, naturale e biologica “stanchezza”, per la prima volta mi “esibisco” in suo onore con un pezzo facile sia da suonare che da ascoltare, che non richiede affatto una dieci corde ma, come si può ascoltare, la profondità di suono è ben diversa, anche non usando le prime quattro corde direttamente ma approfittando solo della loro “risonanza”: Giochi proibiti.

Abbiate pietà, ovviamente: non sono un professionista, ma un semplice dilettante e quanto qui vedrete e ascolterete è stato suonato così, “al volo”, senza né “scaldarsi” né verificare l’accordatura della chitarra, nel salotto di casa, senza alcun particolare accorgimento acustico.

Anzi, chiunque abbia notizie di Bruno Carugno o ci sia in contatto, gli porti i miei saluti e il mio ringraziamento per aver realizzato quello che, fino al momento in cui, raggiante, ho ritirato la chitarra modificata, era solo un sogno. Nella (remota, spero) ipotesi Carugno non fosse più tra i vivi, certamente me ne dispiaccio da un lato, ma dall’altro – in ogni caso – chissà, oltre me, quante persone ha “reso felici” creando o riparando strumenti musicali. Dunque, esito eccellente in qualsiasi caso. E grande perdita, in ogni caso, per un artigianato, ahimé, ormai in via di estinzione, schiacciato dalle grandi multinazionali e dalla faccia peggiore della globalizzazione.

E ora, mani alla chitarra (ne dubito, ma se qualcuno volesse scaricare il filmato senza alcuno strumento di dowload, basta scaricarlo da questo link).

Nota bene – chi utilizza Ghostery noterà la presenza di Google Analytics su questa pagina: niente paura, non sono io ad usarlo (come noto, su questo blog è assolutamente assente qualsiasi tracker), bensì Vimeo, il portale su cui è caricato il video qui di seguito.

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Marco Valerio Principato (1278 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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COMMENTI (locali)

8 commenti (locali) »

  • Marco Valerio Principato ha scritto:

    Maurizio, la ringrazio ma non credo di meritare un apprezzamento del genere… “stupenda esibizione” si concede ai professionisti e io davvero non lo sono. Quanto a Carugno, come può osservare dal primo commento di questa serie, lui c’è, ha solo smesso di lavorare. Se, ogni tanto, dovesse ripassare qui per controllare se vi sono altri commenti, certamente risponderà lui stesso alle sue domande alle quali, in tutta sincerità, io personalmente non saprei rispondere.
    Un saluto,
    MVP

  • maurizio cerqua ha scritto:

    stupenda esibizione sig.MarcoValerio l’ho ammirata e poi volevo fare sapere al maestro liutaio Bruno di possedere una vecchia chitarra classica che per caso ho recuperato ormai seppellita tra le vecchie cose, appartenuta a mio suocero Alberto che osservai per la prima volta nel lontano 1967, ormai semidistrutta dal tempo ho constatato che aveva dentro il soundhole l’etichetta “Giuseppe Carugno Liutaio via Leone IV, 21 Roma” e dalle ricerche effettuate su google sono arrivato a MarcoValerio ma la mia domanda,se conoscete la risposta è: Giuseppe è il papà di Bruno o sono la stessa persona? Per finire ho deciso di dargli una ripulita,carteggiata+pasta abrasiva+stucco+olio paglierino+gommalacca e sostituzione meccaniche sella ponticello corde e di conservarla come Giuseppe Carugno ha creato e anche in rispetto di ALberto (operaio edile) che la adorava e se ne è separato solo quando è dipartito 26anni orsono. Grazie a Voi MarcoValerio ed al maestro Liutaio Bruno

  • Marco V. Principato ha scritto:

    Eh, non ne parliamo… magari ci saremo anche incontrati, lì, senza saperlo…
    Saluti
    MVP

  • Alberto Galanti ha scritto:

    Ho 66 anni. Mio padre comprò il mio violino 3/4 da Carugno (credo si chiamasse Giuseppe)quando a 7 anni ebbi la fortuna di abitare vicino a un suonatore di violino che, per invogliare il proprio figlio a suonare, si offrì di fare lezione anche a me che ero il suo amichetto delle elementari.
    Due anni dopo venni ad abitare a via Sebastiano Veniero e Carugno indicò a mio padre un maestro che abitava a via Candia: Armando Saitta.
    Intanto cominciai ad essere grande abbastanza per andare da solo da Carugno a comprare le corde del violino. La cosa che ricordo con commozione era che la bottega del liutaio, di per sé affascinante e carica di atmosfera, diventava il luogo di incontro dei musicisti del quartiere e spesso li ho visti suonare insieme improvvisando duetti o terzetti dentro la bottega di Carugno.
    Purtroppo abbandonai il violino a 11 anni ma, passando alla chitarra come tutti i ragazzi dell’epoca, non abbandonai Carugno.
    Mi dispiace che non ci sia più la bottega. Ma ricordo il vecchio Carugno con grande simpatia anche perché ci parlavo di politica e avevamo le stesse idee. Grazie per avermi lasciato consegnare il mio ricordo a chi ha conosciuto la bottega.

  • madarena mauro ha scritto:

    stimatissimo maestro Carugno, vorrei semplicemente abbracciarla e augurarle tutto il bene del mondo. Sono ben 42 anni ormai da quando quindicenne entrai nella sua bottega chiedendole se aveva una 12 corde alla portata delle mie tasche e ricordo con estremo affetto il suo viso e la sua voce quando prese quella chitarra con quella piccola tacca e mi disse “la vendo per questo prezzo, ma dammi quello che hai”.
    Era per me consolante ogni volta che passavo davanti alla sua bottega, vederla aperta. Ora farò di tutto per non fare più quella strada.
    Le auguro serenità e gioia per tantissimi anni.
    mauro

  • Andrea ha scritto:

    Ho scritto Carugno su Google proprio perché con tanto stupore mi accorsi tempo fa che la bottega era chiusa.
    Avrei voluto portare li un piccolo banjo ottagonale all’interno del quale ho trovato una “targhetta” con su scritto: “Accurate riparazioni, strumenti musicali specializzato in fisarmoniche…. Giuseppe Carugno, indirizzo ecc. e in fondo… Riparazione es. il 24/10/1957…
    Capisci? Il benjetto con cui, piccolino, iniziai a suonare per poi passare alla chitarra aveva un nome, una storia.
    Uno strumento come tanti che possedevo in casa per via di mio padre, appassionato come ora lo sono io.
    E’ stato davvero piacevole leggere il tuo blog e il commento del maestro. Ora continuerò la ricerca di una mano esperta per poter trovar una pelle ingiallita come quella strappata del mio vecchio “benjetto”. A te porgo un saluto e le mie scuse per l’intrusione, al maestro mille auguri.

  • Marco V. Principato ha scritto:

    Caro Bruno, non sa che piacere mi ha fatto trovare il Suo commento nella coda di moderazione! Sono contento che Lei stia bene e abbia solo deciso, quale che sia la ragione, di “smettere”.

    Anche io La ricordo con affetto e spero di poter rimanere in contatto con Lei: tra l’altro, avrei dovuto riportarLe la chitarra per verificare l’altezza dei ponticelli perché un paio di corde (si e sol) “toccano”, anche a vuoto. Magari mi saprà dire a chi rivolgermi. Nel frattempo Le auguro ogni bene e un meritato relax dopo cotanta attività.

    Un saluto e, se ne ha voglia e tempo, si faccia vivo: i miei indirizzi sono tutti riportati nella pagina Contatti di questo blog. Ora provvedo a inserire l’indirizzo email che Lei ha lasciato in whitelist (ho un sistema di “verifica” che richiede una fase aggiuntiva prima di potermi scrivere, per evitare lo spam), così non dovrà, eventualmente, seguire quella procedura aggiuntiva.

    A presto!

    Marco Valerio Principato

  • Bruno Carugno ha scritto:

    Sono Bruno Carugno, la ringrazio per le belle parole, mi hanno fatto davvero molto piacere. Conservo un buon ricordo di lei e della sua chitarra. Grazie anche per il brano che mi ha dedicato. Complimenti e un caro saluto.
    Bruno Carugno

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