Un altro post dedicato agli appassionati di chitarra classica, a cui chiedo di allargare un attimo le proprie vedute per ascoltare un liutista d’eccezione: si tratta di Lutz Kirchhof, capace a mio avviso di suonare come pochi.
Nel caso di alcuni pezzi che Kirchhof suona con il suo arciliuto, si ha una sonorità davvero stupefacente: è possibile, per gli inesperti, confonderne il suono con quello della chitarra a 10 o più corde, come quella suonata da Sollscher o da Narciso Yepes.
Qui di seguito vi propongo un piccolo estratto (tutta non posso, altrimenti la SIAE mi denuncia) della Bouree alla Polacca di Telemann, suonata da Kirchhof, rippato dal mio CD doppio Sony Classical S2K48391, intitolato Sylvius Leopold Weiss, Lute Works vol. 1 & 2:
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Lutz Kirchhof
Non è eccezionale? Spero vi abbia fatto venir voglia, senza nulla togliere alla sovranità classica della chitarra, di aprire i propri gusti a estensioni acustiche di schema diverso ma ugualmente di grande valore.
Nel libretto interno al cofanetto, si legge: “Solo Sylvius deve suonare il liuto… Che cosa deve pensare oggi un moderno suonatore di liuto di queste parole, fatte scolpire dai contemporanei di Weiss sulla pietra tombale del maestro?”.
Sono parole di Kirchhof, tradotte in italiano da Marco Marica, che spiegano come il suonare le opere di Weiss sia un privilegio, un onore, un azzardo, ma di certo non è il caso di “appendere al chiodo il liuto” per non osare. Altrimenti Kirchhof avrebbe privato noi di questo privilegio.
Se riuscite a procurarvi questo doppio CD, è davvero fantastico. Qualcosa si trova da Internet Bookshop, ma ancora di più da Amazon, anche usato. Se potete, compratevelo: tra l’altro, è registrato benissimo.
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arciliuto, liuto, lutz kirchhof, musica barocca, sylvius leopold weiss







