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Roma, un nuovo giorno da Nerone, pagato a peso d’oro

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16 ottobre 2011 - 08:22 | Letture 86 | Commenti 0 | Link breve

L’assurdo scenario concretizzato il 15 ottobre 2011 a Roma dovrebbe, ancora una volta, far riflettere sull’opportunità di togliere il marasma dei privilegi per ridare alle istituzioni e, al contempo, mutare forma di protesta



Gli “Indignados”, pronunciati con la “gn” come in gnomo. Oppure con la “gn” all’inglese come in ignore, come la pronunciava Gad Lerner qualche sera fa in TV e che ha preannunciato uno sdegnato pezzo per Repubblica. Oppure, facendo più semplicemente onore alla lingua dantesca, gli indignati, o per dirla senza mezzi termini gli incazzati. Coloro che, in tutto il mondo, sono stanchi di veder (ri)applicate le politiche della convenienza (di sé).

Gente che, questa volta, non voleva davvero che accadesse nulla di tutto ciò che è accaduto a Roma, che gettasse sulla capitale un’ombra sinistra, un discredito che non meritava, un’etichetta che non le compete e che rifiuta seccamente, con sdegno, disprezzo e con la più ampia condanna.

Uno dei tragici momenti del 15 ottobre 2011 a Roma

Uno dei tragici momenti del 15 ottobre 2011 a Roma

Ormai forse è il caso, come ha sostenuto Vittorio Zambardino su Facebook, di non offrire più il fianco a iniziative destabilizzanti e manifestare in altro modo. Vittorio dice “in maniera più  gandiana e non violenta“.

Io direi che, adozione di metodo “gandiano” o meno, nelle intenzioni dei manifestanti non c’era alcuna spinta violenta, anch’essa è un’etichetta che si sono ritrovata appiccicata grazie a un (limitato) gruppo di facinorosi, numericamente ridicolo rispetto alla sollevazione generale occorsa in Italia (e non solo), che ha però avuto le capacità di far apparire l’intero evento come trasceso. La colpa è gravissima e ancor più grave è la colpa di chi non ha saputo individuare in anticipo, prevenire e stroncare sul nascere tale iniziativa.

Certo, è ridicolo lanciare comunicati poggiati su un disordine del tutto irrazionale e incoerente con la posizione di un governo che, per voce del suo premier, elogia le Forze dell’Ordine (davanti) e gli taglia i viveri (dietro).

Secondo quanto riferisce Vittorio Zucconi di Repubblica, il taglio ai fondi delle Forze dell’Ordine è pari a 60 milioni di euro. Secondo quanto racconta Primo Di Nicola su L’Espresso, i privilegi “spuri” della Casta sono pari a 200 milioni di euro annui.

Un passaggio di rilievo su L’Espresso (grassetti, corsivi e sottolineati sono miei):

Alfonso Pecoraro Scanio, ex leader dei Verdi ed ex ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente. Presente alla Camera dal 1992, nel 2008 non è riuscito a farsi rieleggere e con cinque legislature nel carniere è stato costretto alla pensione anticipata. Ma nessun rimpianto. Da allora, cioè da quando aveva appena 49 anni, Pecoraro Scanio riscuote il vitalizio assicuratogli dalla Camera: ben 5.802 euro netti al mese che gli consentono di girare il mondo in attesa dell’occasione giusta per tornare a fare politica”.

Dunque, recidendo alla base queste sottrazioni – logicamente indebite ma, purtroppo, legittimate da una politica della convenienza di platoniana memoria – la cui somma è un importo davvero importante, si potrebbero ri-foraggiare per più di tre anni le Forze dell’Ordine, restituendo loro il maltolto appena scippato, senza pesare minimamente sui cittadini.

E non abbiamo parlato di alcun altro dei molteplici sprechi a cui assistiamo quotidianamente nell’intero comparto governativo, centrale e locale. Vorrei sapere con quale diritto questi signori sono ancora in circolazione e con quale assurda convinzione di legittimità pensano che leggi capitalicide confezionate su misura possano tutelarli per il resto della loro vita. E vorrei anche sapere se pensano che la gente sia così sciocca da non aver capito chi ci potrebbe mai essere dietro a sobillatori dall’azione così scaltra, benché biasimevole.

Marco V. Principato (919 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista, studia Scienze della Comunicazione e si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.




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