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Come raddoppiare la vita delle batterie
Intel va a caccia a tutti i punti «addormentabili» di un laptop: non solo hard disk, ma anche display, tastiera, mouse. Obbiettivo: raddoppiare la durata della batteria
Sembra una sciocchezza, ma a quanto pare non l’ha mai fatto praticamente nessuno: mentre si legge una email, magari statica, il video continua il suo abituale refresh, la tastiera continua ad essere scandita, il mouse continua ad essere interrogato, e via discorrendo. Tutta energia sprecata che, secondo Intel, si potrebbe invece risparmiare.
Lo spiega a Technology Review Greg Allison, business development manager di Intel: l’idea è di risparmiare energia, in una simile situazione, facendo uno «snapshot» dello schermo e salvandolo in un’apposita memoria tampone, molto meno avida d’energia, invece di continuare con il refresh. E ciò finché non si schiaccia un tasto o si sposta il mouse – che nel frattempo saranno stati coscienziosamente tenuti in sleep, insieme a tutte quelle sezioni della CPU e del resto del computer che siano anch’esse «addormentabili».
Nessun problema per la risposta della macchina alla sollecitazione dell’utente: bastano 50 millisecondi per farla tornare allo stato di piena «veglia». Un tempo difficile da rilevare per un umano, continua Allison.
L’idea è appoggiata da Seth Sanders, professore di ingegneria elettrica e informatica dell’Università della California (Berkeley), secondo cui “andare a caccia di punti da «addormentare» offre numerose opportunità di risparmio energetico”.
Insomma, nell’arco di cinque anni si dovrebbero allineare gli obbiettivi di produttori hardware e software in questa direzione e offrire al mercato apparecchi costruiti appieno secondo questa filosofia, nel cui ambito Intel sta spingendo attivamente lo standard USB 3.0.
Almeno in certe circostanze, sarebbe splendido salire su un aereo e poter lavorare sul laptop per l’intero viaggio Roma – New York e anche oltre. Ricordiamo anche che tutto questo, in buonissima parte, è stato già fatto per i cellulari, dunque la sua «esportazione» al mondo (un po’ più complesso) dei PC non dovrebbe farsi attendere troppo.
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