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Con 330 euro un PC nuovo, dignitosissimo

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1 novembre 2012 - 10:09 | Commenti 0 | Link breve

Una ‘riedizione’ di un assemblaggio che ho fatto da poco, in versione più economica, può far risorgere a nuova vita un PC che altrimenti sarebbe stato dismesso. Ecco i dettagli e i pezzi scelti.


La piastra base scelta: Asus P8H77-I per processori Ivy Bridge (click per ingrandire)

La piastra base scelta: Asus P8H77-I per processori Ivy Bridge (click per ingrandire)

Qualcuno ricorderà quando, per sostituire il mio ormai ansimante PC basato su ATOM 330, mi ero quasi deciso ad acquistare un nuovo Mac Mini. Dopo qualche rapido calcolo, per ottenere quel che volevo si prospettava una spesa troppo elevata, dunque ho fatto da me, partendo da zero e assemblando in proprio un PC dalle caratteristiche di tutto rispetto, pari – se non superiori – a quelle del Mac Mini basato su Intel Core i5/3300 con Intel HD Graphics 3000.

Quel PC va benissimo, usarlo è un piacere. In totale, però, ha comportato una spesa non proprio piccola (560 euro, comunque ben meno del Mac Mini). Inoltre, mi era rimasto il vecchio cabinet micro-ITX dove c’era l’ATOM 330, comprensivo di alimentatore e di hard disk Flash, un Western Digital da 64 GB anch’esso del tutto rispettabile quanto a velocità.

La piastra base scelta: Asus P8H77-I per processori Ivy Bridge (click per ingrandire)

La piastra base scelta: Asus P8H77-I per processori Ivy Bridge (click per ingrandire)

Era un peccato lasciarlo così. Ho di nuovo preso lo scooter e sono tornato alla Syspack di Roma, dove ho reperito il materiale per farlo risorgere a nuova vita. Ecco il materiale scelto:

Totale della spesa: € 355,76 con masterizzatore, € 332,16 senza masterizzatore. A mio avviso è un ottimo modo per far “rivivere” un PC in formato micro-ITX che, diversamente, sarebbe stato dismesso per eccessiva lentezza.

Risultato pratico: si avvertono una velocità di risposta e una prontezza leggermente inferiori a quello assemblato ex-novo, di cui al post precedente, ma sono frazioni di secondo, del tutto tollerabili, anche con pagine Web molto complesse, in HTML5 e/o ricche di Javascript.

Quanto alla grafica, si avverte una prontezza leggermente inferiore rispetto alla HD Graphics 3000, ma resta usabile, niente visioni “a scatti”, fluida e ugualmente capace di visualizzare anche il Full-HD senza alcuna difficoltà.

Anche le operazioni di sospensione, ibernazione e ripresa sono velocissime (molto dipende dal disco Flash, con un normale Hard Disk è tutto più lento): con il disco Flash e Windows 7, in quattro secondi la macchina si “riprende” dal letargo dell’ibernazione. Se il “letargo” era “parziale”, ossia era una semplice sospensione, la ripresa è pressoché istantanea, basta dare una sgrullatina al mouse.

Tempo di riottenere un indirizzo IP dal server DHCP e nel giro di sette secondi (dal letargo profondo) è tutto pronto, senza attendere alcun tempo di caricamento.

Dove disattivare la sospensione ibrida in Windows 7: è in pannello di controllo, opzioni risparmio energia (click per ingrandire)

Dove disattivare la sospensione ibrida in Windows 7: è in pannello di controllo, opzioni risparmio energia (click per ingrandire)

Unica cosa che mi sento di consigliare, sia a chi avesse scelto la soluzione di cui al post precedente, sia a quella di questo post, è quella di verificare l’impostazione della sospensione ibrida e di posizionarla su “disattivata” (vedi figura).

Se non lo si fa, nel menù di spegnimento compare solo “sospendi” ma non “ibernazione” e questo limita le possibilità di “letargo” che, invece, sono comodissime e permettono, durante lunghe sessioni in cui si intervallano fasi di lavoro al computer e fasi in cui il computer resta dimenticato mentre si studia o si esamina qualcosa su carta o su altri media, di risparmiare un bel po’ di energia elettrica.

Un’ultima cosa: se optate per un refresh come quello che propongo qui e, magari, pensate a un processore più veloce (es. un Core i7) fate attenzione all’alimentatore: accertatevi che sia abbastanza potente, altrimenti potrebbe non farcela. Oggi non si bruciano più ma, quasi certamente, vi andrebbe in protezione, costringendovi a cambiarlo. Il che sarebbe niente, se non fosse che assai difficilmente ne trovereste uno più potente che entri nel medesimo alloggiamento, e questo vi costringerebbe a cambiare l’intero cabinet. Meglio, dunque, pensarci prima.

One more thing, come dice Apple: ricordate di aggiornare il BIOS della piastra madre. Quella che ho avuto io lo aveva davvero vecchiotto, forse il primo o il secondo uscito. Trovate qui quello di questa piastra, scaricate il file, scompattatelo, mettetelo su una chiavetta formattata e pulita, lasciatela inserita nel computer, riavviate, premete CANC, entrate nel BIOS ed eseguite l’aggiornamento dall’apposita voce. Occhio a non sbagliare su queste cose… se non vi sentite sicuri, trascurate quest’ultima operazione e fatevi aiutare da un amico: un errore in queste fasi può rendere la piastra inservibile.

Buon divertimento.

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Marco Valerio Principato (1281 articoli)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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