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Facebook: usate testo nelle immagini? Occhio

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5 settembre 2016 - 08:30 | Commenti 2 | Link breve

Vi piace far circolare su Facebook immagini accattivanti e vi divertite ad inserirvi dentro dei testi un po’ «azzardati»? Fate attenzione… li capisce!


Fig. 1: Con l'apposito strumento Facebook analizza le immagini e «capisce» se contengono testo sovrimpresso. E quindi... !
Fig. 1: Con l’apposito strumento Facebook analizza le immagini e «capisce» se contengono testo sovrimpresso. E quindi… !

Tutti abbiamo notato che Facebook predilige diffondere post secondo una certa graduatoria di (suo) “gradimento”, e cioè, in ordine:

  1. video

  2. immagini

  3. testo

Ossia, per il motore di Facebook, un contenuto è tanto più goloso da diffondere quanto più è di tipo video, un po’ meno se è di tipo immagine, ancor meno se è testo (quindi un normale post o una nota).

Ci sono ulteriori discriminanti. Il video deve essere un video originale, ossia una nuova produzione che non sia già presente in Rete (es. su YouTube, Vimeo, ecc., oltre a Facebook stesso): questo è il caso che il social network giudica più goloso (infatti le dirette, proprio in quanto senz’altro originali, spesso spopolano).

Per le immagini vale un po’ lo stesso discorso: perché il motore di Facebook le ritenga degne di essere proposte sulle altrui bacheche, debbono essere originali – quindi non “copiate” o prelevate altrove – e, questo è il bello, con poco o niente testo in sovrimpressione.

Non ci credete? Allora guardate questa pagina di aiuto di Facebook Business. Vi si legge:

In precedenza, se il 20% dell’area dell’immagine di un’inserzione era costituito da testo, l’inserzione non veniva approvata per la pubblicazione su Facebook, Instagram o Audience Network. Anche se preferiamo ancora il testo ridotto al minimo, abbiamo adottato un nuovo sistema per consentirti di pubblicare inserzioni che sarebbero state rifiutate con la vecchia normativa. Con il nuovo sistema, le inserzioni con quantità di testo più elevate saranno pubblicate con minore frequenza o per niente (a meno che non venga considerata un’eccezione). Usa lo strumento per la verifica del testo per determinare se la copertura dell’inserzione potrebbe essere ridotta dalla quantità di testo eccessiva nell’immagine prima della sua pubblicazione.

L’aggiunta di un’immagine pertinente del prodotto o servizio può essere uno dei fattori più utili a determinare il successo delle tue inserzioni di Facebook. Quando usi le immagini, cerca di aggiungere una quantità di testo ridotta all’immagine stessa. Ti consigliamo di includere il testo dell’inserzione nel post e non nell’immagine. Dalle nostre ricerche è emerso che le persone preferiscono vedere inserzioni con una quantità di testo minima nell’immagine.

Chiaro?

Da questo possiamo trarre due conclusioni importanti:

  1. l’eccessiva presenza di testo in sovrimpressione non agevola la circolazione delle immagini che vogliamo diffondere o usare per qualsiasi ragione su Facebook ma, ancor più importante,

  2. Facebook, evidentemente, capisce che nelle immagini c’è del testo e, se lo capisce, è anche in grado di leggerlo e decodificarne il contenuto.

Dunque, attenzione: se quel che vorreste scrivere sotto forma di testo (es. termini turpiloquiali o parolacce di qualsiasi tipo, vocaboli poco eleganti o censurabili, riferimenti a cose e persone “pericolosi”) lo trasponete in delle immagini proprio per “evitare che Facebook capisca”, siete in catastrofico errore perché invece il testo, evidentemente, viene ugualmente “compreso” (e giudicato).

Perciò, imparate ad astenervi dal sentirvi liberi di includere nelle immagini che condividete i vostri vaffa e simili: il rischio non è affatto inferiore, è esattamente lo stesso di quello che si corre scrivendolo direttamente nel post.

Nella pagina citata è linkato lo strumento per la verifica del testo (questo). Per vedere che funziona davvero, prendete una vostra qualsiasi immagine e sottoponetela a quello strumento. Otterrete una delle quattro risposte esemplificate nell’immagine in testa.

Ci siamo capiti?…

Marco Valerio Principato

(Post in formato PDF)

Commenti Facebook

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Marco Valerio Principato (1281 articoli)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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COMMENTI (locali)

2 commenti (locali) »

  • Marco Valerio Principato ha scritto:

    Carissimo, il logon sul blog non è pubblico, per un semplice motivo: dà accesso ai post privati e per quelli, con i miei amici avvocati, stiamo studiando una formula che vincoli, in certo qual modo, alla non diffusione di tali post, ma purtroppo con le leggi attuali non è semplice, dunque non posso permettere l’uso di credenziali che, effettivamente, risparmierebbero l’autenticazione e la moderazione.

    Non ci sono soluzioni intermedie, purtroppo. Anche per questo ho riabilitato i commenti tramite Facebook che, però, nel tuo caso non aiutano. In ogni caso è strano, io ho l’utenza Facebook da otto anni e simili problemi non mi sono mai capitati.

    Mi spiace di non aver potuto essere utile sotto quel profilo. Per quanto concerne lo scrivere più spesso… magari, il tempo purtroppo è tiranno e nonostante io sia ormai libero dal lavoro, ho più impegni di prima. Tra i miei hobby, l’Università (sì, sto facendo “un altro giro”, mi piace collezionare titoli… scherzo, è solo che mi piace) e, recentemente, anche un po’ di impegno politico con il Movimento Cinque Stelle (che qui non entra, ho un sito e una pagina Facebook dedicati), davvero – come si dice a Roma – non so a chi dare i resti.

    Grazie per seguirmi, in ogni caso.
    Saluti
    MVP

  • Axum ha scritto:

    Ciao MarVale, inizio con un off topic…
    Sono iscritto alla tua NL, e ti chiedo: per scrivere i commenti locali, non basta l’iscrizione, e loggarsi senza scrivere ogni volta il nome e l’indirizzo e-mail? È probabile che il login ci sia, ma io non l’ho trovato.

    Per mia ferma decisione, mi sono iscritto a FB un po’ di anni orsono, ma sono scappato via dopo “10 minuti”. Nonostante la mia cancellazione, continuavo a ricevere (per mesi) una grande quantità di notifiche e richieste di amicizia da perfetti sconosciuti. Avevo scritto soltanto un post di apertura/presentazione. Per non ricevere più quella montagna di spam, ho messo fuori uso “quella” mailbox.
    Perché, dunque, ti sto scrivendo? Per dirti come la penso su un social di quella portata.
    Sono sicuro che sia divertente scambiarsi informazioni ed emozioni (io andavo pazzo per i forum tematici, finché ce n’erano di attivi o non moribondi), ma credo che stiamo, anzi, abbiamo già creato una trappola da cui nessuno degli avventori di FB potrà più liberarsi, né ora né mai. Parlo dell’immenso quantitativo di dati personali, persino sensibili, che forniscono al mercato tutti coloro i quali non riescono a farne più a meno. Lo fanno credendo di fornire quei dati soltanto “agli amici”. Cedono gratuitamente tutte le possibilità per far risparmiare al grande fratello “Zuc” persino i soldi che servono per le ricerche di mercato, diventando suggeritori di ogni sorta di merce che, prima o poi, andranno ad acquistare. È come se io dicessi alla mia gallina: Tie’, va nell’aia e procurati il cibo scavando nel terreno, così diventi più gustosa per il momento in cui farò di te un bel brodo.
    Come sempre, sei attento a tutte le nuove malizie, tant’è che hai sentito la necessità di avvisare il pubblico su quanto possiamo essere ingenui, anche quando ci sentiamo padroni del nostro arbitrio, o peggio: più furbi del più furbo.

    Scrivi più spesso.
    Tu che puoi, erudiscimi, perché io ti stimo.

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