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Linux Update 2107

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20 febbraio 2017 - 08:56 | Commenti 0 | Link breve

Gli anni passano e le macchine, dopo un certo periodo di tempo, vanno un po’ ringiovanite. Ecco le scelte che ho fatto stavolta: pronto alle critiche, purché costruttive.


Il desktop come appare sul Core-i5-3200
Il desktop come appare sul Core-i5-3200

Dovendo ringiovanire un po’ il mio “parco macchine” si è prospettata l’occasione per fare un po’ di prove, di analisi e di valutazioni. Alla fine, per un utilizzo strettamente Desktop, la mia scelta è caduta su Ubuntu 16.04 LTS, con opportune customizzazioni.

Questi sono solo i primi due passi fatti: successivamente toccherà a una terza macchina, quindi toccherà ai NAS, dato che i miei Qnap TS219P cominciano a superare i sette anni di vita: è ora di mettere qualcosa di più veloce.

Nel frattempo inizio anche a pensare alla fibra, e inizierò dalla casa al mare con Infostrada (l’unica praticabile, escludendo TIM che non mi piace, Tiscali che in quella zona non c’è e Fastweb che, per me, è come se non esistesse).

Prima di arrivare a decidere per Ubuntu 16.04 LTS – lei, proprio lei, quella con Unity, che non ho mai sopportato – ne ho provate diverse. Ferma restando la versione 16.04 LTS, ho tentato con:

  • Ubuntu Gnome – Niente da fare: esteticamente molto carina, funziona ma è molto più pesante, ha ancora delle stranezze rispetto a situazioni ormai standard (es. l’impiego di x11vnc, che funziona solo con LightDM) ed è un po’ troppo per “utonti”;

  • Ubuntu Mate – Eccellente per smanettare, abbastanza leggera ma ho riscontrato alcuni problemi di compatibilità hardware (ad esempio non c’è verso di farci funzionare bene il bluetooth);

  • Gmac – Sostanzialmente una Ubuntu Gnome con alcune variazioni estetiche: stessi problemi della prima;

  • Xubuntu – Bellina ma con LXDE e OpenBox ho già dato, non mi convince più.

Ne ho provate anche altre minori, ma cercavo qualcosa di stabile, affidabile, funzionale e solido, che non rompesse le scatole su Flash, Java e altri ammennicoli (come i vari codec per DVD, MP3 e simili) dei quali, purtroppo, su un Desktop non si può fare a meno.

Mi sono subito dotato di Unity-tweak per spostare in basso quell’orribile barra (che però 1: funziona, 2: è veloce), ho installato tutto quel che mi serve e il risultato del Desktop è nella figura in testa: accettabile, dai. Del resto le cose cambiano, non ci si può fossilizzare.

I PC su cui ho compiuto questa operazione sono due:

  1. il Core-i5-3200 (Cpu Ivy-bridge, quindi tecnologia 22nm, più recente, su piastra base Asus P8H77-I, che avevo inizialmente assemblato nel 2012, quindi cinque anni fa, e ci siamo; tutto ciò che ho fatto è portare la memoria a 16 GB (prima erano 4), sostituire il disco SSD (prima era un 128 GB, ora un 250 SATA6) e inserire all’interno un dischetto 2,5 pollici da 500 GB per i backup; inoltre, niente più boot tradizionale e partizioni “msdos”, bensì boot EFI e partizioni “gpt”: tutto più sicuro e più veloce; in dual boot, qui c’è Windows 7 64 bit (per quelle poche cose per le quali non se ne può ancora fare a meno);

  2. Il desktop così come appare sul Core-i7-3400

    Il desktop così come appare sul Core-i7-3400

    un nuovo Core-i7-3400, su piastra AsRock Z-170M, magistralmente assemblato da Syspack di Roma su mie indicazioni; anche qui 16GB di RAM, SSD da 250GB SATA6, dischetto aggiuntivo da 500 GB per il backup e dotato di Bluetooth 4.0 e Wi-Fi interni; boot, manco a dirlo, EFI e partizioni “gpt”; il risultato è nella figura a fianco (molto simile al primo, del resto); qui in dual boot c’è Windows 10 (come per il precedente; a proposito, per la questione del montaggio sotto Linux, le varie manovre proposte in rete non mi hanno funzionato: risultava sempre ibernato, ho dovuto lanciare a mano, da prompt dei comandi amministrativo, “powercfg /h off”.

Prossimamente, il più vecchio PC con Core-i5 3300 (ma Sandy Bridge, quindi in tecnologia 32nm, su piastra Asus P8H67-I-PRO), assemblato poco tempo prima, subirà trattamenti simili: ne parlerò in un altro post.

Il Mac Mini è ancora quello iniziale: fine 2009, Core 2 Duo, con 4 GB di RAM, a cui ho solo sostituito l’hard disk con un SSD da 250GB (e la differenza è enorme). Non avrà le porte USB 3.0, ma il suo sporco lavoro lo fa ancora.

Sono rimasto inamovibile sui server: su quello che ho per eseguire il backup automatico a distanza dei miei siti, continua a esserci una “vera” Debian e credo proprio resti così.

Cosa dirvi… se siete, come me, tra coloro che non amano quell’interfaccia utente di Ubuntu, occorre rassegnarsi: quella combinazione – quella di Ubuntu “standard” come distribuzione – è la più veloce, compatta, stabile e affidabile.

Con un po’ di customizzazioni è possibile ottenere un aspetto decisamente più gradevole: in giro si trovano icone e temi (più o meno Mac OSX-like) molto più gradevoli. L’importante è non discostarsi dalla “base” e non farsi tentare a installare altri Desktop (cosa facilissima: se si digita un sudo apt-get install ubuntu-mate-desktop ci si ritrova con una Mate, possibilmente senza i problemi hardware da me riscontrati, ma francamente non ne vale la pena).

Tutto questo non vale, ovviamente, per i “fondamentalisti”, quelli che vogliono tutto free software e niente di proprietario: là le opzioni possibili sono poche e per un uso Desktop “normale” ci sono troppi limiti, almeno a mio avviso.

Marco Valerio Principato

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Marco Valerio Principato (1278 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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