Navigare e lavorare sereni: OpenSuse 10.3 a 32 bit
Sto impiegando da qualche giorno la OpenSuse 10.3: si sta rivelando stabile, funzionale, in una parola usabile. Anche se è già uscita la 11
Sono oramai alla fine della seconda settimana di impiego continuato della OpenSuse 10.3: la sensazione è quella di non sentire alcun bisogno di rilanciare il PC per far partire Windows XP.
Per chi vuole cimentarsi, suggerirei di evitare – anche avendo processori adatti, quali l’Athlon 64 – l’impiego della versione a 64 bit: ci sono dei problemi di compatibilità, senz’altro superabili ma ci sono e, a quanto si legge, permangono nella versione 11.
La mia specifica installazione sta girando su una macchina molto semlice: piastra base ITX all on board con processore grafico Intel i845, memoria di 1 Gigabyte (usa 2 DIMM DDR 400 CAS 2.5 che la motherboard fa girare a 333, ma vanno benissimo, purché siano uguali: l’importante è solo quello). L’hard disk è un economicissimo Western Digital EIDE da 250 GB UDMA 133, c’è un masterizzatore DVD-RAM della Philips, anch’esso economico, e null’altro. Il processore è un Intel Pentium IV a 2,66 GHz. Scheda di rete 100 Mbps e USB 2.0 sono anch’esse onboard, come lo è l’audio, un AC97.
L’unico problema di questo assemblaggio è la rumorosità della ventola della CPU: specie dopo qualche ora di funzionamento accelera (fa caldo!) e, alle lunghe, potrebbe essere fastidiosa, ma si riesce a tollerare.
E veniamo a OpenSuse.
Ho scaricato il DVD versione x86 a 32 bit, l’ho masterizzato e installato. Sul sito di OpenSuse le pagine ora portano alla versione 11, ma ve lo sconsiglio: la 11 è giovane e, per chi desidera affidabilità e stabilità, potrebbe presentare problemi. Invece, per arrivare dritti all’obbiettivo con la 10.3 saltando quelle fasi in cui io ho investito tempo:
- Scaricate il DVD (qui) e masterizzatelo – occhio, sono 4.1 GB, ci vuole tempo
- Procedete all’installazione come suggerito dai default
- All’atto del partizionamento del disco, prestate molta attenzione: se avete già Windows preinstallato, una manovra errata può comprometterlo. Se volete, scegliete come tipo di FileSystem per il sistema il ReiserFS: è abbastanza robusto
- All’atto della scelta del tipo di Desktop, vi suggerirei KDE, anche se Gnome comincia ad essere bello ma – per lo meno per me – è meno flessibile. Potete sempre cambiare idea dopo
- Gli automatismi per la risoluzione delle dipendenze sono stati molto perfezionati: dunque non preoccupatevi troppo della scelta del software, potete farlo dopo
- Terminata l’installazione, procedete subito a tutti gli aggiornamenti online con Yast, sono parecchi e sono essenziali per la stabilità. Una cosa: non effettuate gli aggiornamenti iniziali con OpenSuSE Updater, l’iconcina che trovate in basso. Alcuni non riesce a farli, dunque fateli con Yast. Dopo, invece, funzionerà
- Disattivate il DVD come fonte di riferimento per l’installazione e attivate quella online (se avete una connessione FLAT, naturalmente). Attivate anche le fonti non-OSS, che serviranno per avere software aggiuntivo, compreso il kit dei font TrueType di Microsoft. Così (cliccate sull’immagine per ingrandire):
(Nota: io ho scelto l’inglese volontariamente, non amo le traduzioni in italiano). Questa schermata è quella che decide da quali fonti si prelevano nuovo software e aggiornamenti.
- Potete anche attivare ClamAV, l’antivirus free che offre il kit: funziona abbastanza bene e poi, per avere a che fare direttamente con ClamAV, c’è la GUI Klamav sotto KDE, da installarsi a parte tramite Yast.
- Se avete email con Libero, InWind o altri che non forniscono accesso POP3 o IMAP al di fuori delle loro reti, installatevi FreePops. Non è facile trovare un kit RPM di FreePops per SuSE, quindi ho predisposto sull’area download di MVPNetwork quanto vi occorre:
- Il pacchetto, che vi potrebbe dare un errore, ma forzatene l’installazione con
rpm -ivh –force –nodeps [nomepacchetto] - L’errore consiste nella mancata installazione dello script di startup del daemon in /etc/rc.d. Scaricatelo da qui e spostatelo in /etc/rc.d, avendo cura di impostarne i permessi e le proprietà:
chmod 644 freepopsd; chown root freepopsd; chgrp root freepopsd
- Il pacchetto, che vi potrebbe dare un errore, ma forzatene l’installazione con
- Ciò fatto, lanciatelo a Runlevel 2, 3 e 5 impostandone l’avvio automatico in Yast (al solito, cliccare l’immagine per ingrandire):
A questo punto potete impostare il vostro programma di posta preferito per ricevere email tramite POP3 da localhost sulla porta 2000, come suggerito dagli stessi estensori di FreePops. Ricordate che il server SMTP per la posta in uscita dovrà comunque essere un altro, sul quale siete abilitati all’invio. Potete anche impostare il Sendmail locale a farlo, ma è un’operazione non troppo facile, che sconsiglierei ai meno esperti e, comunque, non priva di qualche rischio di rigetto della posta presso i vostri destinatari
- A questo punto potete lanciare l’installazione software di Yast e divertirvi a installare tutto il software aggiuntivo che volete. Io personalmente ho aggiunto subito:
- Thunderbird
- Klamav, la GUI dell’antivirus
- Flock per Linux (il precompilato per x86 c’è sul sito ma manca un installabile RPM, per cui dovete installarlo seguendo alla lettera le istruzioni fornite sul sito stesso – qui un tentativo di traduzione in italiano fatto da Google)
- Infine, il punto “debole”: l’embedded playing e lo streaming interno al browser, sempre una battaglia, quella cosa che fa sentire più di tutte il distacco da Windows. Ma con un po’ di pazienza le distanze si accorciano.
- C’è un sito, ai più sconosciuto, che si chiama PackMan. Su questo sito alcuni volontari creano pacchetti RPM pronti per i più noti software che non vengono presi in considerazione da chi confeziona le distribuzioni. Una piccola miniera: usatelo per installare sia MPlayer che il relativo Plugin.
- Andando su questa pagina si può scaricare il pacchetto MPlayer bello e pronto, ma si fa ancora prima cliccando su One Click Install. Il link fa partire uno script per Yast che procede all’installazione automaticamente, in modo pulitissimo. Ciò fatto,
- Andare su quest’altra pagina se si vuole scaricare il pacchetto e fare da sé, ma altrimenti basta anche qui servirsi di One Click Install e tutto andrà magicamente in automatico con Yast: da qui si installerà il Plugin di MPlayer per Firefox.
Terminata questa fase, chiudiamo e riapriamo Firefox: se non sono stati commessi errori, possiamo:
- Goderci il TG su Raiclick, senza alcun odioso messaggio “Devi avere Windows Media Player 9, altrimenti ANATREMA SU DI TE, e bla bla bla”:

- Visualizzare tranquillamente file .MOV e altre diavolerie, perché MPlayer visualizza un po’ di tutto.
- Se avete installato Flock, copiate il contenuto dell’intera directory /usr/lib/browser-plugins sotto la cartella dei plugin di Flock (di solito si trova – se avete seguito le indicazioni del sito di Flock – in $HOME/bin/flock/plugins) e anche con Flock tutto funzionerà a meraviglia. Nello snapshot qui sotto non vedete il contenuto multimediale a causa dell’incapacità di KSnapshot di catturarlo durante la riproduzione dei file .MOV, ma funziona perfettamente:

- Infine, come player stand-alone, se non siamo soddisfatti della dotazione della distribuzione possiamo installare (dentro Yast stesso) VLC, che consente anche lui di visualizzare e ascoltare parecchi formati.
Devo dire che il sistema è stabile, molto resistente – accidentalmente è mancata tre volte l’alimentazione elettrica e il sistema ha retto alla perfezione – e, cosa non meno importante, non è appesantito: come dicono gli anglosassoni, è responsive.
C’è di tutto: OpenOffice in testa, sono davvero pochi i motivi per ripartire sotto Windows. Personalmente, la trovo un’installazione abbastanza seria, molto più customizzabile di Ubuntu e derivati che, a mio personalissimo avviso, pur funzionando bene sono troppo «inlucchettati», le personalizzazioni si fanno ma con una certa difficoltà in più. Come al solito, è questione di gusti: a me è piaciuto. Ah, dimenticavo: questo post – come del resto tutta la mia attività online delle ultime due settimane, redazione di Punto Informatico compresa – è stato scritto e preparato usando questa installazione.
Buon divertimento.
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Etichette: field test,installazione,opensuse,opensuse 10.3,prove




[...] veramente di tutto: comincia ad esserci una bella differenza, anche con le installazioni più rifinite della versione [...]
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[...] sabbia. E, per fortuna, non sono solo io a pensarla così, pur essendo da sempre un sostenitore e utilizzatore reale dell’Open Source, al punto che questo stesso blornale fa affidamento per intero su di esso. [...]
[...] dispiace, cara Microsoft, ma dice bene Matt Asay: Windows troneggia sui Desktop (sul mio, magari, ben poco) ma se si vogliono performance serie, c’è solo Linux. Anche perché, francamente, ora che [...]