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Replicare un’installazione Ubuntu o Debian? Facile: Remastersys

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23 giugno 2012 - 13:19 | Commenti 0 | Link breve

Credete, credete pure ai vostri occhi: con Remastersys potete ripetere pedissequamente un’installazione Debian o derivate, tutto compreso, anche le vostre aggiunte e i dati. Esclusi i soli driver specifici


Ubuntu su Mac Mini con in funzione Virtualbox e, dentro, un PC con lo stesso Ubuntu (click per ingrandire)

Ubuntu su Mac Mini con in funzione Virtualbox e, dentro, un PC con lo stesso Ubuntu (click per ingrandire)

Vi siete mai trovati nella necessità di replicare un’installazione di Linux che, a vostro avviso, è esattamente quello che vi occorre, inclusi programmi aggiuntivi installati, configurazione, aspetto grafico, tema grafico, tutto? Sono sicuro di sì e quante volte vi sarete detti “dannazione, se ci fosse qualcosa con cui potessi replicare tutte le modifiche, variazioni, configurazioni e impostazioni che ho fatto, risparmierei un mucchio di tempo”.

Ebbene questa possibilità esiste, eccome: si chiama Remastersys. È un applicativo da installare nella vostra distribuzione, Ubuntu, Debian o derivate. Ha un duplice scopo: quello di produrre un nuovo “kit” capace di installarsi su una macchina nuova, riproducendola esattamente così come avete configurato quella attuale, oppure, di svolgere operazione analoga ma salvando anche dati e impostazioni di un’utenza specifica, guarda caso proprio la vostra.

Non temete per i driver specifici dell’hardware di provenienza: quando il DVD installerà, sorvolerà su hardware specifico (come ad esempio i driver Nvidia, che verranno quindi reinstallati in funzione del nuovo hardware, dunque solo se necessari).

Gli effetti finali quindi sono molteplici. Il DVD (o direttamente il file ISO) che avrete creato con Remastersys servirà, secondo la configurazione che sceglierete all’atto della copia, a:

  1. Eseguire un backup integrale, dati compresi, del vostro computer, capace di reinstallarsi a partire proprio da zero, dal bare metal (ingl., significa metaforicamente “appena il metallo”, ossia da un computer completamente vuoto). Come fosse un’installazione di Linux ex-novo, con la differenza che non dovrete ripetere tutte le installazioni di software aggiuntivo, rifare le impostazioni e ripristinare i dati. In altre parole, se doveste sostituire del tutto il computer, con questo sistema lo farete senza remore e a occhi chiusi.
  2. Eseguire il medesimo tipo di backup, con le stesse caratteristiche ma senza salvare né una specifica utenza né i dati: utilissimo se siete pervenuti a una configurazione ideale che volete condividere con i vostri amici e conoscenti o se – in casi più concreti – volete ripetere quella stessa installazione su tutte le macchine della vostra azienda.

Naturalmente, nel caso 1, i dati ripristinati saranno fermi alla data in cui è stato fatto il backup, questo è ovvio.

Dovete solo fare attenzione a una cosa: la generazione del file ISO autoavviante (che poi può essere masterizzato o portato su una chiavetta) ha il limite di non poter essere più grande di 4 Gigabyte. Dunque, la vostra installazione non deve contenere nulla di “gigantesco” che faccia “lievitare” le dimensioni della Home Directory. Ove così fosse, salvate prima i dati su altro supporto esterno e toglieteli dall’hard disk prima di iniziare la sessione di Remastersys.

Per diletto, ho provato a riprodurre in questo modo la mia installazione di Ubuntu 10.04 LTS su un mio PC, quindi, servendomi di VirtualBox, ho fatto partire l’installazione in una macchina virtuale… di sé stessa all’interno di Ubuntu 10.04 LTS installato su Mac Mini, come potete osservare qui di seguito (ingrandite, altrimenti si capisce poco):

Ubuntu su Mac Mini con in funzione Virtualbox e, dentro, un PC con lo stesso Ubuntu (click per ingrandire)

Ubuntu su Mac Mini con in funzione Virtualbox e, dentro, un PC con lo stesso Ubuntu (click per ingrandire)

Inutile dire che è piuttosto comodo e soprattutto permette davvero di ripartire da zero, senza trucchetti: non è come una copia Ghost, no, è una vera e propria reinstallazione, con al seguito uno schiavo immaginario che esegue meticolosamente  tutto ciò che avevamo fatto dopo l’installazione, cose irreplicabili escluse (come, appunto, i driver).

Se lo sapevate già, buon per voi. Se non lo sapevate… be’, adesso lo sapete.

Al lavoro!

Marco Valerio Principato (1277 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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