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Un nuovo Mac Mini? Stavolta no. Risparmio il 66 per cento e ho di più

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27 agosto 2012 - 09:30 | Commenti 1 | Link breve

Per sostituire il mio PC basato su Intel Atom 330, che ormai batte la fiacca, stavo per (ri)comprare un Mac Mini. Ma ci ho ripensato: costa troppo. E mi è andata molto meglio


Mac Mini: appena si cerca qualcosa in più, il conto diventa salato (click per ingrandire)

Mac Mini: appena si cerca qualcosa in più, il conto diventa salato (click per ingrandire)

Il mio povero PC basato su Atom 330 a 1,6 GHz di cui dispongo ad Anzio (cittadina di mare 60 Km a sud di Roma) non ce la fa più: gli manca proprio la potenza di calcolo. La grafica fatica molto e la memoria basta appena. Non è un problema di disco (anche perché è già un disco Flash, sia pure solo da 64 GB), ma è ora di passare ad altro, c’è poco da fare. Dunque, si è posto il problema di sostituirlo.

Io non cerco grafiche “estreme”: mi basta una fluente riproduzione fino al Full-HD e una capacità di calcolo tale da affrontare programmi e pagine Web Java e simili in maniera fluente e senza esitazioni. Non cerco neppure molto spazio disco: sul computer non memorizzo mai nulla, dunque mi basta un buon disco per avviare il sistema operativo e ospitare i programmi che uso, il resto va sul NAS.

Visto che sono – tutto sommato – abbastanza “felice” possessore di un Apple Mac Mini (non l’ultimo, ma quello col CD e con il Core 2 Duo, ci gira Windows, ci gira Linux e ci gira Mac OS X, quindi va benissimo), avevo iniziato a valutare l’ipotesi di comprare quello nuovo: è ancora più compatto, non c’è l’alimentatore tra i piedi e ha anche gli slot per le schedine, insomma ci si poteva fare un pensierino, “a partire da € 604”.

Sono andato sul sito Apple, come ho fatto quando ho acquistato il Mac Mini che ho ancora, e ho iniziato a vedere le configurazioni. Innanzi tutto, io ancora non me la sento di rinunciare al DVD, dunque avrei dovuto aggiungere un DVD esterno, e questo sarebbe niente: con una cinquantina di euro si trovano.

Certo, mi stava benissimo anche la Intel HD Graphics 3000, ma non volevo accontentarmi di 2 Gigabyte di RAM: è la stessa quantità che ho sull’Atom 330, ne volevo quattro. Per averli, il conto salta a € 653,99. Disco Flash non se ne può avere: solo sull’altra versione, quella con la scheda grafica Radeon HD.

Selezionare l’altro modello significava già partire da € 806: non c’è male. I 4 giga già ci sono e la CPU è la 2.5, dunque va benissimo. La “botta” è sul disco Flash: sarà anche di eccellente qualità (e anche “grosso”, per quel che mi occorre, perché lo danno da 256 GB) ma diamine, il conto passa subito a € 1411 (e un centesimo, pure).

Mac Mini: appena si cerca qualcosa in più, il conto diventa salato (click per ingrandire)

Mac Mini: appena si cerca qualcosa in più, il conto diventa salato (click per ingrandire)

Tenuto conto che avrei dovuto comunque acquistare l’adattatore video (o VGA o DVI, non importa, il monitor li ha entrambi ma non è Apple, quindi ci vuole), più il DVD esterno, mi sarebbero “partiti”, in breve, millecinquecento euro. Ma che, siamo pazzi?

Ho fatto tutt’altra scelta e non me ne pento. Sono andato alla Syspack di Roma e ho acquistato tutto il materiale per fare da me. Nell’ordine:

  1. Piastra base Asus P8H67-I-PRO
  2. CPU Intel Core i5 2.5 a 3,3 GHz Boxed (quella con l’HD Graphics 3000)
  3. Hard disk Flash da 128 GB SATA da 6 Gbps (con rate di circa 4,1 Gbps)
  4. Memoria SODIMM da 4 GB 1333
  5. Un masterizzatore DVD/DL Samsung Bulk
  6. Cabinet Itek Micro ATX con alimentatore 200 Watt, colore nero

Fatto. Due orette di lavoro, tutto assemblato. Prestazioni analoghe al Mac Mini con scheda grafica Intel HD Graphics 3000, disco Flash più piccolo (ma mi basta), stessa RAM. Uniche differenze: non ha Bluetooth e WiFi incorporati (e non mi interessa: ho una dongle USB Bluetooth già pronta e il WiFi, essendo un PC fisso, non lo uso). Non ha gli slot per le schedine SD, ma non importa: già dispongo di un lettore esterno USB che attacco quando mi occorre. In cambio, ha due porte USB 3.0, che non è male.

La ricevuta del materiale acquistato (click per ingrandire)

La ricevuta del materiale acquistato (click per ingrandire)

Con Remastersys, come ho spiegato, trasportare la precedente installazione (tutto compreso) di Linux è stato facilissimo, ho solo combattuto un po’ per la scheda grafica (ma questo sarà oggetto di un altro post). Windows 7 Ultimate ovviamente preferisco reinstallarlo da zero. Appena terminati gli aggiornamenti, “sale” in 5 secondi netti, Ubuntu altrettanto. Riproduzione Full HD perfetta, macchina veloce e scattante.

Spesa totale? Un po’ meno: € 463,00 + IVA, ossia € 560,23. Non ci credete? La ricevuta è qui accanto, non si vede benissimo ma si può ingrandire.

Tra l’altro – Bluetooth e WiFi incorporati a parte – la macchina così assemblata risulta più potente (e più economica) del loro preassemblato, fatto con la stessa piastra ma in versione Deluxe (che ha, appunto, Bluetooth e WiFi onboard) ma è montata con disco fisso tradizionale e CPU più lenta. Sia chiaro, qualche piccolo problemino c’è: per esempio lo standby sotto Ubuntu non funziona (e ho anche capito perché, del resto, ricordo, a me piace di tenere la 10.04 LTS, magari con le ultime release del kernel andrà pure), anche sotto Windows 7 qualche piccola anomalia c’è, nulla di grave. Di tutto questo parlerò in un altro post.

Mi spiace, Apple, ma stavolta non ho voluto arricchirti di nuovo. Tutto sommato di soldi ne hai fatti già abbastanza.  

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Marco Valerio Principato (1281 articoli)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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