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Facebook, se gestire un’App diventa una scocciatura

Applicazioni Facebook: stanno diventando una scocciatura.
Applicazioni Facebook: stanno diventando una scocciatura.

Per chi legge me (tramite Twitter), questo blog o il New Blog Times su Facebook non cambia praticamente nulla, tuttavia c’è una piccola novità: l’inoltro dei post su Facebook non è più curato da due App Facebook dedicate e dal plugin Add Link To Facebook.

La ragione è semplice: Facebook ha iniziato a essere troppo “pretenzioso” per le App che debbono semplicemente limitarsi a ricevere dei post dal plugin di Wordpress e scriverle sulle pagine. In fase di manutenzione ha cominciato a fare troppe domande: e il logo di tre o quattro dimensioni diverse, e l’URL https, e questo, e quello, alla fine mi ha stancato e ho completamente cancellato entrambe le App e rimosso da Wordpress il plugin Add Link To Facebook.

Avevo tentato di ricorrere nuovamente a sistemi esterni, come NetworkedBlogs o come LinksAlpha ma vi ho rinunciato subito, per un semplice motivo: come – da una parte – è anche normale che sia, quei servizi sono gratuiti solo in apparenza. In realtà “si (auto)pagano” chiedendo l’accesso praticamente a tutto: aggiornamenti di stato, foto, video, mi piace, commenti, messaggi personali, insomma vogliono sapere troppe cose, che volontariamente concedo a Facebook di sapere (né si potrebbe fare altrimenti), ma non vedo per quale motivo dovrei estendere così tanto tale concessione per il semplice scopo richiesto, che è solo quello di “postare” sulle pagine.

In questo, l’App Facebook di Twitter è molto più “parca” e chiede solo di poter (ovviamente) pubblicare a mio nome.

Dunque, ora ho lasciato l’incarico proprio a Twitter: esso riceve i post da me (su questo blog) o dal New Blog Times attraverso il plugin WP To Twitter, che per ora – pur insistente nel chiedere di “passare alla versione PRO” – non sembra creare problemi.

Se dovesse farlo, anch’esso subirebbe la medesima sorte: sarebbe inesorabilmente eliminato e l’incarico di inoltrare a Twitter passerebbe a Twitterfeed, anch’esso non troppo pretenzioso (ma con lo svantaggio di non essere immediato: a volte ci mette mezz’ora prima di postare a Twitter) e ora in uso solo per l’inoltro su LinkedIn.

Mi dispiace, Facebook, ma io non abbasso la guardia. Non vale solo per Google, vale anche per te.

Marco Valerio Principato

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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