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Facebook sta esagerando: mi preparo a provvedimenti seri

La scorsa settimana sono entrati in vigore i nuovi requisiti per le applicazioni Facebook che impiegano Facebook Login. Più di qualcuno sembra aver avuto problemi, a cominciare da me.

Ora si da il caso che a me piaccia essere preciso, seguire le indicazioni e fare le cose per bene. Non mi ritengo un genio, per carità, però cerco di capire.

Post su Facebook correttamente inviato da Add Link To Facebook (click per ingrandire)
Post su Facebook correttamente inviato da Add Link To Facebook (click per ingrandire)

Allora: da anni adopero il plugin Add Link To Facebook, che fino alla scorsa settimana pubblicava perfettamente su Facebook sia da qui che dal NBT. Sulla destra un esempio di post ben riuscito((È l’inoltro su Facebook di questo articolo del NBT.)). Tutto perfetto: prima c’è il catenaccio, poi l’immagine, poi l’inizio del testo.

Il plugin gestisce perfettamente le “eccezioni”: se l’immagine non c’è, carica un logo predefinito più piccolo, che mette sulla sinistra. Sulla destra colloca il testo del catenaccio e poi il resto è uguale. Questo avveniva regolarmente sia sulla pagina Facebook che sul mio profilo.

Da quando, la scorsa settimana, sono entrate in vigore le nuove… regole, il plugin continua a pubblicare regolarmente sul mio profilo, ma si rifiuta di farlo sulla pagina: dice che gli manca il permesso “manage_pages”.

Allora ho lavorato nell’interfaccia Developers di Facebook, dovendo confrontarmi con una marea di nuovi requisiti, che ho cercato di soddisfare, e ho inviato l’App per la revisione includendo la richiesta di autorizzazione per “manage_pages”((Come peraltro chiaramente specificato anche nella pagina dedicata al plugin su Wordpress.)).

Per tutta risposta, mi arriva un avviso di non rispondenza a causa del linguaggio utilizzato (prosegue dopo):

L'applicazione non sarebbe approvata per via del linguaggio.
L’applicazione non sarebbe approvata per via del linguaggio.

La cosa simpatica è che Facebook stesso chiede di dare indicazioni in inglese, per questo l’ho fatto (continua dopo):

Facebook chiede di dare spiegazioni in inglese.
Facebook chiede di dare spiegazioni in inglese.

Quindi, esamino la risposta per l’applicazione dedicata a questo blog((Assolutamente identica all’altra: ha gli stessi scopi, cioè fungere da interfaccia, come dice il suo stesso nome, tra Facebook e il blog.)) e ottengo, udite, udite, una risposta in italiano, sia pure estremamente ambigua (continua dopo):

Risposta in italiano?
Risposta in italiano?

Per l’ultima volta, ho riinviato tutto per la revisione questa mattina, per entrambe le interfacce, spiegando chiaramente che non ci sono test da fare e le richieste sono nient’altro che quelle, pedissequamente ripetute, specificate nella pagina dedicata del plugin, cioè:

Request the following permissions and supply any other information Facebook requests:

  • publish_actions (required to add links)
  • user_groups (required to add links to groups)
  • manage_pages (required to add links to pages)
  • read_stream (required to show a Facebook activity feed in a widget)

che mi sembrano piuttosto chiare.

Quindi, ho esternato su Facebook – stavolta in modalità Pubblica – una nota in inglese piuttosto esplicativa:

#Facebook is making too difficult for developers to deal with application requirements due to new Facebook Login rules. It’s ridiculous that one has to deal with tons of details, requests, explanations, screenshots and lots of other silly specifications just to let a simple Wordpress plugin to work and let it share posts, interact with comments and just a bit of other things. I’m starting to evaluate leaving Facebook at all. Or sort of, e.g. abandoning/deleting everything (posts, pages, photos, etc.), disconnecting from sites and just leave it as (another) instant messaging service.

Direi ci sia poco da aggiungere. Chi si chiede a cosa serva pubblicare una nota del genere, sappia che serve per farlo arrivare ai loro sistemi di sentiment analysis che, a differenza di quanto si possa credere, sono sempre attivi su qualsiasi contenuto.

Credo che Facebook stia passando il segno e stia abusando della pazienza degli utenti meno grossolani, come credo di essere (forse sbagliando, è possibile: sono fallace anch’io).

Potrei dire addio ad Add Link To Facebook, il cui originario sviluppatore, Marcel Bokhorst, ha tra l’altro fatto sapere di aver venduto il plugin e di non avere né possibilità né – soprattutto – intenzione di fornire alcun supporto((Nemmeno a me che sono un acquirente, visto che ho acquistato la versione “pro” del plugin.)):

La risposta di Marcel Bokhorst (click per ingrandire)
La risposta di Marcel Bokhorst (click per ingrandire)

Benissimo. Furbo, lui: la cosa si stava facendo troppo complicata da gestire, quindi via, venduto. Infatti, andando nella pagina supporto del plugin si scopre presto che non sono il solo ad avere problemi dello stesso genere, sostanzialmente senza risposta perché evidentemente il nuovo “proprietario” non è troppo celere nell’interfacciarsi con i vecchi clienti. E non so, a questo punto, quanto io stia conservando i diritti di un utente “pagante”, quindi cliente, più che utente.

La sciocchissima modalità di pubblicazione di JetPack (click per ingrandire).
La sciocchissima modalità di pubblicazione di JetPack (click per ingrandire).

Resta la possibilità dell’inoltro tramite Jetpack che, però, almeno nelle mie installazioni, non agisce correttamente. Infatti non pubblica – come faceva Add Link To Facebook – utilizzando il testo del catenaccio, l’immagine e poi un estratto del testo dell’articolo. Piuttosto, pubblica uno sciocchissimo titolo seguito dall’URL abbreviato come testo introduttivo (vedi qui a destra).

Poi ci sarebbe la questione commenti: il box commenti, attualmente, è gestito da Add Link To Facebook. Se lo togliessi, quel box non sarebbe più disponibile.

Poco male, direte voi: c’è il plugin ufficiale di Facebook che lo mette a disposizione((E, stando a quel che c’è scritto, anche la pubblicazione sulle pagine.)). Peccato che se si va a leggere come Facebook si stia attivamente (non) occupando di questo plugin, ci si rende conto che si passerebbe dalla padella alla brace, non solo perché è un anno che nessuno lo aggiorna e nessuno ci mette mano, ma anche perché si ripete il problema: per fargli pubblicare su una pagina occorre creare un’applicazione, e saremmo da capo a dodici.

Dunque?

Semplice. Per Facebook, da parte mia, è pronto per l’uso un vaffanculo((Chiedo scusa, ma quando ci vuole, ci vuole: sono pur sempre romano, non basta una laurea per farmelo dimenticare.)) di quelli sonori, liberatòri((Inteso come plurale di liberatorio, quindi con la ò aperta.)), alla prima risposta preconfezionata da sciocchi che dovesse arrivare dal team del social network((E arriverà: è ovvio, siamo nel 2015 e non ci sono più valori, per cui non può che andare così, nessuno di Facebook si metterà a perder tempo a vedere se c’è qualcosa di poco chiaro o di fatto male.)).

Qualora la suddetta locuzione dialettale e turpiloquiale dovesse essere impiegata nel pieno del senso, il risultato sarà che investirò poco, pochissimo tempo nell’individuare e testare alternative. Se ne troverò di valide, in linea di massima si continuerà a essere presenti sui social.

Se non ne troverò, il rischio è il seguente: torneranno i “miei” pulsanti social “innocui” ((Innocui sotto il profilo della privacy e comunque in grado di espletare la funzione, pur senza “nuvolette” di conteggio.)), scompariranno i “pulsanti attivi” gestiti dai social ((Tanto gli altri social non sono meglio di Facebook e, prima o poi, presenteranno gli stessi problemi; inoltre, meno pulsanti attivi, meno tracciamento, più velocità.)), scomparirà ogni legame tra i miei siti e i social network((“N’antra vorta?“, ossia un’altra volta?. Si, che ci posso fare?)), le relative pagine sui social resteranno abbandonate con un ultimo post scritto a mano che punta a questo post sul blog, così chi vi si dovesse imbattere troverà spiegazioni.

I commenti di Facebook? Pazienza: chi vuole li fa in locale qui (o sul NBT), chi non vuole non li fa: tanto oggi commentare è passato di moda un po’ ovunque, salvo nei siti di bassa lega, frequentati da individui di cultura direttamente proporzionale al livello dei siti medesimi.

E per quanto riguarda Facebook in particolare, c’è il grosso rischio che lo releghi al ruolo di semplice Instant Messaging((Manterrei Facebook Messenger come App mobile al solo scopo di agevolare i contatti interpersonali, finché – pure quella – sarà il caso.)). Ciò significa che, gradualmente, farei sparire l’intero contenuto dell’account: foto, video, post, tutto. È questa la punizione più grave che possa infliggergli: togliergli il “materiale” su cui ravanare per estrarre informazioni sul mio conto, cosa che – appunto – tramite sentiment analysis è facile reperire sulla bacheca più di ogni altro “luogo” del portale, pagine comprese. Medesima cosa per gli altri social network: ormai è una bolla che, secondo me, è prossima allo scoppio. E non è da ora che lo penso.

Che fine faccio io, questo blog e il NBT? Semplicissimo: resteranno i link sulle informazioni che mi/li riguardano nei profili social. Chi vorrà, aprirà i link e verrà a leggere. Oppure si abbonerà ai feed RSS, oppure alla Newsletter, che invia l’elenco dei post pubblicati per posta elettronica((E nient’altro: la newsletter non compie nessuna profilazione, né è un mezzo per inviare pubblicità.)). Chi non vorrà, è un problema suo: Internet è tanto grande, buon viaggio.

Caro Facebook e, visto l’andazzo, anche caro Twitter, caro Pinterest, caro Linkedin e caro Google Plus, occhio, lo scenario è questo:

Preparati, Facebook.
Preparati, Facebook.
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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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