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Fastweb? Ma sa di cosa parla quando interagisce con il cliente?

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22 maggio 2013 - 17:00 | Commenti 5 | Link breve

Come sospettavo: Fastweb dice di offrire (anche se ora, stranamente, sul sito tale dizione è scomparsa) indirizzo IP pubblico illimitato. Di fatto, non lo offre, però è convinta di farlo.


L'IP dell'interfaccia WAN della linea Fastweb in questione, che vedo dall'esterno solo grazie all'impiego di DynDNS

L’IP dell’interfaccia WAN della linea Fastweb in questione, che vedo dall’esterno solo grazie all’impiego di DynDNS

Come sospettavo, la concessione dell’indirizzo IP pubblico da parte di Fastweb è sorretta da una concezione del tutto singolare di “pubblico” che nulla ha a che vedere con il medesimo concetto accademico. Breve: se avete bisogno di una linea ADSL dotata di indirizzo IP pubblico (anche dinamico, in ogni caso quello verorealmente pubblico) allora lasciate perdere Fastweb.

Premesso quanto ho scritto nel post precedente, alle 15:30 circa di oggi, 22 maggio 2013, ho chiamato il servizio clienti al 192193. Mi ha risposto una prima operatrice (n. 2340) la quale, impossibilitata a intervenire, mi ha inoltrato a una seconda operatrice (n. 7942). Anche quest’ultima, incapace di intervenire, mi ha passato a un terzo operatore (il n. 3752), che si è detto “tecnico Fastweb”.

L'IP dell'interfaccia WAN della linea Fastweb in questione, che vedo dall'esterno solo grazie all'impiego di DynDNS

L’IP dell’interfaccia WAN della linea Fastweb in questione, che vedo dall’esterno solo grazie all’impiego di DynDNS

Il “tecnico” in questione:

  1. Ha affermato che l’indirizzo IP attualmente assegnato alla mia utenza (vedi figura) è un indirizzo pubblico. Ciò è evidentemente falso in quanto, come noto, gli indirizzi IP che iniziano con 10 sono tutti privati (vedasi Wikipedia).
  2. Nonostante ricordassi al “tecnico” che tutti gli indirizzi di quel tipo sono privati, egli ha continuato a sostenere che è pubblico, invitandomi a effettuare un ping (cioè questa operazione) in quanto lui stesso riusciva a farlo. Peccato che il “tecnico” abbia dimenticato di essere all’interno della rete Fastweb: là dentro sono capace anch’io a effettuare un ping all’attuale indirizzo che mi è stato assegnato, ma dall’esterno – ossia dalla zona pubblica, quella in cui invece dovrebbe risiedere l’indirizzo che avrebbe dovuto essermi assegnato – è ovviamente impossibile.
  3. Mi ha invitato a leggere la carta dei servizi (accessibile a questo indirizzo), sottintendendo che fossi io a non aver capito la natura del servizio. A prescindere dal fatto che nella carta servizi non è menzionato l’argomento “IP Pubblico”, è evidente che non sono io a non aver capito, ma il “tecnico” in questione a non avere alcuna nozione coerente di Indirizzo IP pubblico e privato, ovvero, forse ce l’ha pure ma potrebbe “avere ordine” di eludere l’argomento. Del resto, a quanto pare, l’azienda racconta questa frottola a più di qualcuno.
  4. Ha tentato una abbozzata e sconclusionata spiegazione, affermando che gli indirizzi IP pubblici sarebbero finiti e che alcuni operatori avrebbero acquistato delle classi 2 (non ha usato questo termine: ha dato l’impressione di non conoscerlo) per sopperire alla mancanza di indirizzi IP.

A questo punto ho compreso di trovarmi di fronte a un’azienda non ancora dotata di personale all’altezza della situazione e mi sono congedato dall’infruttuosa telefonata.

Un'offerta con la scritta di IP pubblico illimitato

Un’offerta con la scritta di IP pubblico illimitato

È evidente che un contratto – con tanto di registrazione vocale – in cui si statuisce la fornitura di “Indirizzo IP pubblico illimitato” e “Apparato di connessione di proprietà utente”, fornito di un indirizzo IP privato non provvisorio ma, a detta del “tecnico”, definitivo, è del tutto nullo. Tra l’altro, stranamente, dalle attuali offerte sul sito la voce “Indirizzo IP pubblico illimitato” è scomparsa (qui a destra una vecchia offerta, analoga a quella da me sottoscritta).

Inutile dire che ho già provveduto a disattivare la domiciliazione bancaria: adesso sarà anticipata per fax una notifica di inadempienza per vizio di forma nella fornitura, consistente in discrepanza tra l’offerta commerciale e la consistenza del servizio, confermata, quest’ultima, dal personale.

Nota di “colore”: ho anche “dovuto” telefonare a Infostrada per bloccare la disdetta (altrimenti resterei senza connettività). Udite, udite: ogni tanto anche Poste Italiane supera sé stessa. L’operatore Infostrada mi ha confermato che la raccomandata, spedita il 17 maggio, il 18 maggio è arrivata e di conseguenza la dismissione era già “in coda”, pronta a disattivare il servizio entro il termine di 30 giorni (quindi avrebbero disattivato il 18 giugno). Per ora, mi debbo “accontentare”, sperando che l’inconveniente da me ampiamente descritto si limiti nelle sue manifestazioni.

Tutto ciò premesso, se avete intenzione di diventare clienti Fastweb, fatelo con la maggior consapevolezza ricavabile da questo post.

Marco Valerio Principato (1277 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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5 commenti (locali) »

  • Daniele ha scritto:

    Grazie!

  • Marco V. Principato ha scritto:

    Non è così difficile. Ecco l’estrapolazione del testo:

    OGGETTO: Annullamento servizio di fonia e ADSL, n. tel. xxxxxxxxxx

    ^^^^^^^^^

    Con la presente lo scrivente notifica a codesta azienda che la linea in oggetto, come da condizioni contrattuali registrate in audio con l’operatore, doveva fornire indirizzo IP pubblico illimitato. Essa risulta invece fornire un indirizzo IP privato e la circostanza è stata confermata da personale dell’azienda stessa, come può evincersi dai dettagli contenuti nel post pubblicato sul blog di chi scrive all’indirizzo:
    http://nibble.it/?p=10229.

    Poiché per “indirizzo IP pubblico illimitato” non si può intendere altro che un indirizzo IP pubblico come stabilito dalle raccomandazioni RFC791, mentre codesta azienda ha fornito un indirizzo IP privato come descritto dalla raccomandazione RFC1918, la circostanza concretizza una discrepanza incolmabile tra il servizio pubblicizzato e la consistenza del servizio reso.

    Pertanto, il contratto relativo al servizio in oggetto è da considerarsi nullo e privo di effetti giuridici, non potendo assolvere agli scopi per i quali era stato richiesto in quanto differente rispetto al pubblicizzato.

    Lo scrivente, in conseguenza di ciò, ha subito un danno, dovendo chiedere analogo servizio ad altra azienda e si riserva il diritto di chiederne il risarcimento nelle sedi competenti. Per questi motivi:

    INGIUNGE

    l’immediata sospensione del servizio erogato sull’utenza in oggetto senza alcun onere, e

    DIFFIDA

    codesta azienda dal pretendere qualsivoglia somma al riguardo, nonché dal ricorrere a qualsiasi mezzo coercitivo di riscossione, peraltro già interdetta presso la Banca. Ogni altra manovra volta a sottrarre somme non dovute – incluso l’inutile ricorso ad aziende di recupero crediti – subirà strenua opposizione e sarà perseguita con ogni possibile vigore ai sensi del codice del consumo e delle leggi vigenti in materia.

    In fede,
    firma
    ————
    Inutile dire che poi gli operatori “vendono” il loro credito alle aziende di recupero crediti. Per mesi Recus S.p.A. mi ha fatto le poste per telefono, sistematicamente i numeri (anche diversi) da cui chiamava finivano in black list (avrà provato anche con numeri riservati, peggio che peggio: quelli sono i primi a essere bloccati sui miei cellulari). Ormai hanno desistito.
    Tutto qua.
    Saluti
    MVP

  • Daniele ha scritto:

    D’accordo Marco, ma questo fax che hai inoltrato, scritto in legalese, lo puoi condividere per prendere spunto?

    Grazie

  • Marco V. Principato ha scritto:

    Daniele, è molto semplice: se l’azienda dice sul sito di offrirmi un indirizzo IP pubblico, me lo conferma durante la fase di accettazione vocale al telefono e poi di fatto non mi viene assegnato un indirizzo pubblico, bensì privato, ciò che viene fornito non coincide con il prodotto/servizio pubblicizzato, ovvero ha una consistenza diversa. In tal caso, ope legis, a) il fornitore adegua il prodotto/servizio effettivamente consegnato a quello pubblicizzato, oppure b) il contratto è nullo e l’azienda non può avere nulla a pretendere, casomai il contrario.

    Tutto qui…
    Saluti
    MVP

  • Daniele ha scritto:

    Ciao Marco,
    mi trovo nelle tue stesse condizioni con Fastweb. Mi ha incuriosito “notifica di inadempienza per vizio di forma nella fornitura, consistente in discrepanza tra l’offerta commerciale e la consistenza del servizio”, ne avresti una bozza?

    Ti ringrazio,

    Daniele

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