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Il silenzioso chiasso di Google. Prima puntata

Et voilà: primo account SEGATO.
Et voilà: primo account SEGATO.

Il cacciatore, man mano che infilava i conigli nel sacco, diceva: «e uno». Io ho appena messo nel sacco il primo dei due conigli che debbo acchiappare. Si tratta del primo account di Google che, come ben si vede dalla laconica risposta fotografata qui in testa, ho appena finito di segare.

Adesso gli spammer potranno divertirsi quanto vogliono e posso anche dirlo pubblicamente: l’account era newsgun@gmail.com, un indirizzo che ho usato fin dal 2007 per distinguere il traffico email e i servizi di Google a suo tempo usati per il “mondo online” da quelli “privati”.

Su di esso erano agganciati il mio account su YouTube, un gruppo di feed su FeedBurner, un account AdWords, uno AdSense, alcune impostazioni di lettura per Google News, Google Documenti, alcune prove su Blogspot, alcune prove su Picasa, Google Talk, la “pagina” del New Blog Times e, naturalmente, l’account per me medesimo.

Naturalmente Google dice di aver cancellato l’account, ma questo non vuol dire che abbia già cancellato i relativi dati: tutto ciò – non molto in verità, viste le mie attenzioni –  che ha accumulato su quell’account èresta memorizzato sui server di Google, per almeno altri 18 mesi a partire da oggi.

Ma è chiaro che per il gigante del Web tali dati sono abbastanza poco utili, non potendoli più collegare a nessun’altra attività e non potendo più fare alcun impiego “attivo” dei dati stessi.

In ogni modo, quello che era la relativa mia pagina Google+ adesso fornisce un bell’errore “404”, ossia pagina non trovata. La pagina dedicata al New Blog Times, dove pure c’era più di qualcuno che seguiva i miei inoltri (rigorosamente fatti a mano, grazie alle API ancora a sola lettura) invece a quanto vedo ancora è online: evidentemente, pur essendo figlia dello stesso account, Google ritiene di avere il diritto di non cancellarla, almeno per ora.

Ma non importa: il New Blog Times è evidentemente un oggetto pubblico, dunque non mi interessa se la pagina su Google+ resti lì o meno: ora è priva di un account “padre”, dunque resterà congelata così com’è. Benissimo: più passa tempo, più tali dati diventeranno, per Google, perfettamente inutili.

Questo è solo l’inizio. Adesso devo dedicarmi al secondo coniglio: l’account sotto al quale ancora ho attivo – tra l’altro – AdSense per il New Blog Times, dopodiché… sarà messo nel sacco anche quello.

Come mai un altro account? Be’, è semplice: a suo tempo Google si è inventata la solita fandonia dei click non validi, l’altra discutibilissima pratica di rescissione unilaterale senza possibilità concrete di contenzioso che il gigante applica non appena vuole sbarazzarsi di un account AdSense (e che periodicamente riimpiega). Dunque, mi ha costretto a prenderlo in giro e ricreare un altro account “non sospetto”, al fine di poter sostenere i costi di Hosting, allora ben più alti in quanto avevo un server dedicato presso Aruba.

Aspetto solo di monetizzare quanto basta per raggiungere la quota del prossimo pagamento: una volta effettuato il versamento… ciao, anzi, addio. E aggiungo: non è stato un piacere.

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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2 thoughts on “Il silenzioso chiasso di Google. Prima puntata”

  1. La cosa migliore è avere un proprio nome a dominio e un proprio server in noleggio: costerà qualcosa ogni anno, ma è l’unico modo per non avere davvero nessuno tra i piedi.

    Su Ehiweb ad esempio trovi discrete soluzioni a veramente poche decine di euro l’anno (su questa pagina), oppure su quello che uso io, Hostgator.

    Purtroppo con i vari Yahoo!, Google e Microsoft qualcuno che sbircia è sempre tra i piedi…

    Saluti
    MVP

  2. Ciao,è da poco che ho scoperto questo sito e devo dire che tratta argomenti,per me,molto interessanti,a partire dalla privacy online(e non solo!).Anche io vorrei abbandonare il mondo Google e simili ma non so come muovermi.Quale casella email mi consigli che preservi la privacy?Grazie.

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