iPhone, non piace il Kill Switch
Da Cupertino possono tirare la leva e disabilitare applicazioni su iPhone. La cosa piace poco, ma non c’è da meravigliarsi
La rete è piuttosto agitata per la questione del Kill Switch: a nessuno piace che, da Cupertino, Steve Jobs possa “abbassare la leva” e disabilitare applicazioni. Anche se dannose o infette.
E mentre Stefano Quintarelli sollecita Palm ad approfittare dell’occasione, Massimo Russo su Kataweb spiega i fatti e cita il sistema indicato dal quotidiano Repubblica – che si limita a riferire quanto indicato da Jonathan Zdziarski – secondo il quale l’ostacolo è facilmente aggirabile.
Anche il Corriere si è prodigato in spiegazioni, evidenziando la frase di Steve Jobs: «SPERIAMO DI NON DOVER MAI TIRARE LA LEVA».
Non capisco tutte queste preoccupazioni: primo, perché da sempre Apple ha adottato una politica di “controllo” dei propri prodotti; secondo perché Microsoft non è da meno; terzo, perché probabilmente ciascuno di noi al posto di Jobs avrebbe fatto lo stesso.
Il vero punto è un altro: iPhone non è tutto quel che sembra essere, almeno per ora. Dunque, occorre a) aspettarsi cose del genere e b) rendersi conto che il suo successo è frutto di un’attenta operazione di marketing mondiale, di cui alcuni si sono perfettamente accorti.
Dunque, dal punto di vista firmware, debbono venire tempi migliori, non ci sono dubbi. Dal punto di vista dell’impiego, come già ho spiegato… altrove, meglio guardare altri orizzonti.
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Etichette: Apple,firmware,iPhone,kill switch,software,steve jobs


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