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Microsoft Office o LibreOffice? Io ho scelto il secondo

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6 marzo 2015 - 09:00 | Commenti 2 | Link breve

Con LibreOffice mi ci sto laureando: l’intera mia tesi di laurea è stata preparata a puntino – ed «esportata» in PDF – servendomi solo di esso.


Le due copie stampate della mia tesi di laurea in Scienze della Comunicazione

Le due copie stampate della mia tesi di laurea in Scienze della Comunicazione

Quello che vedete qui sopra è il prodotto di qualche mese di lavoro: è la mia tesi di laurea in Scienze della Comunicazione, che mi appresto a conseguire a fine mese presso l’Università Roma Tre.

È tutto in un file PDF, che ho portato al Centro Eliografico Prati di Roma (si trova in Piazza dei Quiriti) su una comunissima chiavetta USB per farlo stampare. Consiglio questo centro, suggerito da un’amica che se ne è a sua volta servita per la sua tesi, a chiunque abbia bisogno di lavori del genere: sono veloci, bravi, precisi, hanno prezzi nella media ma proporzionati alla qualità del lavoro. Sono inoltre persone calme, disponibili, socievoli e competenti.

Ma veniamo al punto. La mia non è una tesi di quelle “impossibili” dal punto di vista grafico: ha, come tutte, una copertina, un indice, un’introduzione, i capitoli, l’elenco delle figure, alcuni riferimenti a contenuti multimediali (che nel giorno della discussione consegnerò su CD, assieme all’elaborato pure memorizzato in esso), una bibliografia e i ringraziamenti.

Tuttavia è pur sempre una tesi di laurea da 131 pagine. Un elaborato complesso, fatto di tante parti collegate tra loro di cui alcune a colori, dove bisogna gestire il numero delle pagine, le note, i riferimenti, l’impaginazione destra/sinistra, la “tracimazione” delle note lunghe nella pagina successiva, la giustificazione, la sillabazione automatica (avuto rispetto della medesima anche per termini stranieri) e, nella versione digitale, anche una notevole dose di ipertestualità. Sul file PDF, infatti, le citazioni incrociate interne sono ipertestuali: per esempio, laddove cito più avanti qualcosa di detto più indietro, un click sulla citazione porta al punto sul capitolo precedente.

Tipicamente, la maggior parte delle persone svolgerebbe un lavoro del genere con Microsoft Word, il più noto programma di Word Processing del mondo. E tra queste, molte – non diciamo quante – lo farebbero con una copia “non ufficiale” di Word. Certo, perché Word non è gratuito: è un programma che si acquista, e costa.

Io l’ho fatto con LibreOffice. Tutto, dal principio alla fine. LibreOffice è un sistema gratuito completamente Open Source, disponibile in versione identica su Linux, su Mac OS X e su Windows. Ho potuto lavorare alla mia tesi saltando dal PC dello studio (un Mac Mini, quindi con Mac OS X) al PC di casa al mare (con Linux e Windows) al PC del laboratorio (con Windows), visto che tutti e tre hanno accesso alle stesse risorse in rete interna. L’unica cosa di cui mi sono curato è di avere la stessa versione di LibreOffice in tutti i sistemi, così da non avere alcun problema di compatibilità (precauzione fin troppo spinta, ma meglio non rischiare).

Alla fine ho semplicemente cliccato su “Esporta in PDF”. E posso assicurare che il risultato finale, graficamente, è davvero all’altezza di un libro.

Pensateci. LibreOffice non è poi così male e svincola dai lacci e lacciuoli interposti dalle grandi software house e dalle grandi multinazionali del bit restituendo, sul piano “politico”, quella libertà personale del tutto persa quando ci si “concede” nelle mani di una o più di queste grandi aziende. Oltretutto non costa nulla. E francamente a volte mi chiedo davvero perché la gente si ostini a usare prodotti senz’altro ottimi come Office, ma per certi versi più limitati nella loro universalità e, soprattutto, a rischiare nell’impiegarne copie non ufficiali.

Forse due minuti di riflessione è il caso di farceli.

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Marco Valerio Principato (1279 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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COMMENTI (locali)

2 commenti (locali) »

  • Marco V. Principato ha scritto:

    Sono d’accordo Alessio. Del resto è un prodotto gratuito e, come dice il proverbio, “a caval donato non si guarda in bocca”. I suoi difetti li ha, come del resto li ha Office, non credo esista il programma perfetto. Ma il tuo è già, per la “media”, un utilizzo che può considerarsi “spinto”. Converrai con me che per la stragrande maggioranza, la “media”, appunto, LibreOffice è più che sufficiente…
    Saluti e grazie per l’intervento.
    MVP

  • Alessio ha scritto:

    Il problema di libreoffice non è tanto dato da word vs writer ma piuttosto da excel vs calc
    Io lo utilizzo in ambito casalingo per tenere una gestione spese e manutenzione di casa/mezzi e parliamo di non troppe voci ma che comunque comprendono dei menu a tendina concatenati che prendono i dati da diversi fogli e calc ha veramente una lentezza disarmante. Lentezza che, visto la spesa di circa 70 euro annuali per avere il pacchetto office completo, reputo nel mio caso sostenibile.
    Per un utilizzo semplice semplice può andar bene ma se ci sipinge appena un pò più in la la cosa cambia. E credimi (posso darti del tu?) è anni che seguo lo sviluppo di libreoffice e che tento continuamente di adottare ma finora non ci sono riuscito.

    Lo spero sempre però che arrivi il giorno in cui anche calc possa competere

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