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Office 2013 sulle nuvole
Titoloni ovunque, ed ecco il nuovo Office 2013 concretizzarsi, anche in prova. Fa da padrone, ovviamente, il cloud storage. E a me personalmente continua a piacere poco, in certi casi
La notizia è “in prima pagina” su Google News e sui principali aggregatori, i feed RSS non parlano d’altro: la nuova versione di Microsoft Office, battezzata Office 2013, è in preview per l’utenza, insomma è quasi pronta per partire ufficialmente.
Ne ha fatto una bella panoramica Luca Annunziata su Punto Informatico (del cui articolo l’unica cosa che personalmente disapprovo è la scelta di includere, dopo il primo paragrafo, un filmato autoavviante in Microsoft Silverlight con la presentazione da parte di Steve Ballmer: avrei preferito far scegliere al lettore quando avviarlo e mai e poi mai avrei scelto Sivlerlight, ma sono scelte).
Tutto online, questa la sostanza. Sull’hard disk si installa ben poco. I dati sono memorizzati per default su SkyDrive, il cloud-disk di Microsoft. L’obiettivo complessivo è accattivante: tutto è nella prospettiva di avere una licenza unica per tutti i propri device, nell’intento di disporre dei propri documenti ovunque, che si abbia accesso dal PC, dal tablet o dallo smartphone.
Purtroppo il prezzo da pagare è quello di memorizzare i propri dati sulla nuvola. Richard M. Stallman non sarebbe, ancora una volta, per niente d’accordo, come non lo è sulla dibattuta questione UEFI Secure Boot.
Poi, per carità, è tutto comodissimo: i propri file sono ovunque, un po’ come con le Applicazioni Google; non ci si preoccupa di alcun backup; si semplifica la questione licenze; nessuno lo nega. Ma resta il fatto che uno strumento per uso ufficio come Office è, specie in quelle realtà dove determinati documenti non possono e non devono uscire dall’alveo aziendale o istituzionale – si pensi all’impiego in strutture militari oppure all’ambito dei Servizi di Informazione e Sicurezza – l’uso del cloud computing è un rischio elevatissimo e a mio personale avviso non decollerà mai.
Poi l’integrazione di Outlook con Skype è senz’altro carina, chi dice il contrario: ma è questo che può spingere realtà istituzionali a usarlo? Io personalmente ne dubito. Come dubito che l’apertura al futuro touch, a Windows 8 e a tutte le ultime generazioni di prodotti Microsoft possa ritagliare spazio nell’attenzione di certi settori di mercato, molto poco visibili all’utenza media ma molto, molto importanti per Microsoft, non fosse altro per questioni di fatturato e “prestigio”.
Vedremo. Dal mio punto di vista, pur senza essere “fondamentalista” come Stallman, io continuo a prediligere spazi di memoria di massa in assoluto regime privato. Sono aperto e disposto all’impiego di realtà come DropBox, per l’amor di Dio; lo faccio, ma ciò che vi memorizzo segue due strade, in alternativa:
- o ciò che memorizzo è utile per me ma tale da non sollevare minimamente la mia attenzione qualora venisse analizzato, radiografato e visto da chiunque, pubblico compreso (vedi la locandina che si osserva memorizzata qui nell’immagine);
- o ciò che memorizzo è privato e, pertanto, memorizzato in file cifrati, con cifratura abbastanza seria e tale da scoraggiare qualunque tentativo di indagine al suo interno. Non a caso, la maggior parte dei dati che ho su DropBox sono contenuti in dischi cifrati gestiti con TrueCrypt, che esiste per tutti i sistemi operativi (vedi immagine). E lì, inferenze varie, indagini, sbirciamenti e profilazioni -anche se automatiche- sono del tutto impossibili.
Con l’ausilio di questa “coppia” (DropBox più TrueCrypt) di fatto ottengo il mio piccolo “cloud computing personale”, con un livello di privacy infinitamente, ripeto e sottolineo, infinitamente più elevato. Nulla vieta di fare lo stesso con Office, ovviamente, per chi proprio non sente di poterne fare a meno (le alternative non mancano).
Sarò esagerato, ma preferisco così.
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Etichette: cloud computing,cloud storage,microsoft,microsoft office,microsoft office 2013























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