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Qualche nota sul 4G/LTE di Wind e come funziona

4G: tutto dovunque, d'accordo. Ma su uno smartphone non è così indispensabile.
4G: tutto dovunque, d’accordo. Ma su uno smartphone non è così indispensabile.

Come noto ho “dovuto” abbandonare Vodafone con il mio BlackBerry Z10: le sue tariffe sono decisamente troppo elevate e l’ho sostituita, almeno per ora, con una formula di Wind a invito. La formula, abbreviando, è una 1000/1000/2/4G (1000 minuti, 1000 SMS, 2 GB di Internet 4G) e costa 9 euro al mese.

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Offerta All Inclusive 1000 sull’App MyWind.

Tutto questo grazie a una promozione “Passa a Wind” da farsi entro il 28 febbraio scorso e allo “zampino” di un amico dealer Wind, che mi ha fatto avere l’invito necessario (non è una formula commerciabile: si chiama All Inclusive 1000 e non c’è sul sito).

Sono una decina di giorni che la uso. Nessun problema nell’uso pratico: il segnale 4G di Wind è abbastanza presente anche fuori città (pur se in maniera meno “fitta” rispetto ai big come Vodafone e TIM). Resta il fatto che, a mio avviso, la velocità 4G su uno smartphone è perfettamente inutile, tuttavia c’è e vorrei far notare alcune cose che ho rilevato.

Voce HD

Ho fatto delle prove, rispetto a quando avevo Vodafone 4G. Mentre con essa la voce HD funzionava (almeno tra clienti Vodafone, con altri non ho avuto modo di provare), con Wind no. E credo sia proprio “non prevista”, per un semplice motivo: almeno finora lo smartphone, all’atto della chiamata (inviata o ricevuta che sia), commuta in modalità EDGE (2,5G), svolge la chiamata, quindi ritorna immediatamente in modalità 3,5G/4G.

Sia chiaro: come avevo già spiegato, la voce HD è un semplice accessorio, senz’altro gradevole ma del tutto non indispensabile. Tuttavia, non posso non rilevare la differenza sul piano tecnico e, soprattutto, mi chiedo perché far transitare la conversazione mediante 2,5G quando il 4G prevede sia l’una sia l’altra (c’è anche il VoLTE, ossia il VoIP che anziché l’IP usa l’LTE).

Velocità 4G/LTE

Qui non è una questione di operatori: la sensazione è esattamente la stessa che avevo con Vodafone in 4G. Ossia: per accorgersi di essere in una rete 4G lo smartphone deve essere attaccato al PC e si deve navigare sfruttando la connessione dati 4G. Solo così ci si accorge – essendo molto più veloce di una ADSL a 20 Megabit – di star usando una rete 4G. Oltretutto, il “salto” di velocità si avverte solo in un download, perché nella normale navigazione è impercettibile anche su PC.

Ma nel normale uso dello smartphone, sia esso di App, sia di social networking, sia di navigazione, la differenza è praticamente impercettibile (per dire, trasmettere una foto con Viber, invece di tre secondi, ce ne mette due; stessa cosa caricare una foto su Twitter o su Facebook; non è poi così importante, anche perché meno tempo non significa meno batteria, dal momento che più è veloce il “modem”, più potenza di calcolo richiede, più corrente assorbe, tanto è vero che se “forzate” lo smartphone a funzionare solo in modalità 2,5G/EDGE – ricordatevi di questo trucchetto, può servire – la batteria vi dura molto di più).

Dunque, concluderei: non vi affannate e non vi preoccupate di ottenere l’autorizzazione all’uso del 4G del vostro operatore, qualunque esso sia e specie se ciò significa sborsare altri soldi, a meno che non pensiate di sfruttare la connessione con un PC. Dallo smartphone ve ne accorgereste a malapena e una buona connessione 3,5G (ovvero HSDPA+) a mio personale avviso è più che sufficiente.

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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