Sicurezza informatica

Fast for Facebook, la prima buona nuova Android del 2013?

Anche se è il primo dell’anno, non rinuncio al mio caffè lungo mattutino, accompagnato da letture varie online. E grazie a tali letture si presenta – forse – una buona notizia con cui accompagnare un “buon 2013” a chi mi legge: un’applicazione per utilizzare Facebook mobile in maniera più integrata senza le manie di intrusione dimostrate dall’App originale.

Fast for Facebook, il logo su Google Play
Fast for Facebook, il logo su Google Play

Il suo nome è Fast for Facebook e l’ho scoperta grazie al commento del lettore Lorenzo Cameroni, che sul mio post precedente ha annunciato di star provando. Ho notato subito, sulla relativa pagina di Google Play, che la medesima applicazione è disponibile in versione senza pubblicità, per 75 centesimi di euro.

Una cifra davvero sopportabile, specie se l’applicazione riesce a colmare quei piccoli (ma sopportabili, in fin dei conti) “vuoti” dovuti all’impiego mobile di Facebook via browser. Un prezzo che trovo giusto, equilibrato e corretto corrispondere in cambio dell’assenza assoluta di pubblicità.

Inoltre, va detto che l’App in questione presenta delle “pretese” di accesso alle risorse abbastanza ragionevoli e condivisibili. Più esattamente, chiede l’accesso (sia nella versione gratuita che è supportata dalla pubblicità, sia in quella a pagamento) alle seguenti risorse:

  1. acquisizione di foto e video: necessaria per far sì da poter scattare foto o riprendere video e pubblicarli su Facebook;
  2. Posizione geografica (GPS e Rete Cellulare): utile – ma non indispensabile – per corredare, ove si desideri, i propri post, foto, check-in e aggiornamenti di tag geografico; bisognerebbe vedere se è disabilitabile l’accesso all’interno dell’applicazione e se essa “se la prende a male” qualora le si neghi il permesso mediante App Shield;
  3. comunicazione di rete: e questo è necessario per dialogare con i server di Facebook;
  4. spazio di archiviazione: e questo è necessario per “appoggiare”, per esempio, foto e video prima della pubblicazione;
  5. controlli hardware (vibrazione): non indispensabile, ma potrebbe servire per segnalare qualcosa.

Diciamo che le premesse sembrano buone, niente a che vedere con le spropositate libertà che chiede (chiede? Diciamo pretende di avere, con la connivenza di Android) di avere l’App originale di Facebook. Ho chiesto, nei commenti del post precedente, al lettore di far sapere cosa ne pensa e come gli funziona: qualora altri ritengano di fornire ulteriori indicazioni, lo facciano pure, l’area commenti è a disposizione.

Per fortuna, sembra che qualcosa stia partendo “dal basso” sul piano della privacy: sarebbe ora che ci dessimo tutti quanti una “svegliata”, come si dice a Roma, e la smettessimo di adagiarci sul negligente e superficiale tanto io non ho nulla da nascondere, affermazione che spesso poi si rivela fallimentare non appena qualcuno tocca con mano gli effetti dell’invasione della privacy e dei modi poco urbani con cui le grandi “multinazionali del bit” si appropriano di ciò che vogliono.

Un esempio? Eccolo qui sotto. Premesso che sullo smartphone utilizzo un’utenza Google diversa, fatta apposta per lo smartphone, e premesso che in Google Chrome (che uso solo per lavorare qui sul blog) ho invece impostato l’utenza “abituale” di Google, fatemi capire come fa Google a sapere, nel momento in cui accedo a Google Play senza essere “collegato” a Google e senza alcun cookie, che dispongo di un Samsung Galaxy S3 con utenza Wind (prosegue dopo):

E poi mi dite che Google non è impiccione? (click per ingrandire)
E poi mi dite che Google non è impiccione? (click per ingrandire)

Voi direte: “Come fa?… Google sa tutto”. Appunto, è verissimo: Google non ci mette niente a fare un incrocio di dati. E io sono uno che sta molto attento (non fino allo spasimo, ma attento ci sta), figurarsi quante migliaia di cose accumula Google quando non si sta attenti.

A buoni intenditori, poche parole e… buon anno.

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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