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La contraddizione del «seguici anche su…»

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29 agosto 2014 - 15:00 | Commenti 0 | Link breve

Se si invitano le persone a seguire un sito tramite social network e le persone poi lo fanno, siamo così sicuri che, da un’altra parte, i visitatori non si perdano?


Uno dei tanti siti che adotta quell'odioso pop-up.

Uno dei tanti siti che adotta quell’odioso pop-up.

Ormai è regola quasi fissa presentare ai lettori dei riquadri sovrapposti alla pagina di un sito, in cui li si invita a “seguire” il sito stesso “anche su Facebook, Twitter e Google+” e/o a cliccare “mi piace”, “+1”, eccetera. La tecnica con cui lo si fa può essere:

  1. sporca (si oscura, eventualmente, la pagina, le si sovrappone un box e si impedisce di poterlo chiudere finché non si clicca su “mi piace”);
  2. media (come al punto 1, ma si permette, almeno, la chiusura del box mediante un click sulla “X” o sul “chiudi”, di solito in alto a destra);
  3. pulita (si inseriscono semplicemente le icone o i link per seguire o per cliccare “mi piace” o condividere, ma non si trapanano gli zebedei a chi legge, oscurando il testo con i trucchi più disparati).

Inutile dire che personalmente ho scelto, sia su questo blog che sul New Blog Times, la terza soluzione. Anche perché, specie se si decide di “seguire” un sito mediante social network, accade una cosa molto semplice: non è più necessario visitare quel sito direttamente, in quanto sarà il social network stesso ad avvisare della presenza di un nuovo articolo.

In tal caso, però, le varie statistiche á la Google Analytics diranno che ci sono moltissimi visitatori “casuali” e pochi “fedeli”, quando invece così non è, perché se una persona ti segue dal social network, sarebbe logico comprenderla tra i “fedeli”, non tra i “casuali”.

Dunque, invitare a essere “seguiti” su uno o più social network è una contraddizione: se l’operazione è assecondata, fa guadagnare visite “proposte” dal social network ma fa perdere visitatori diretti. In pratica, a mio avviso, i numeri (reali) dei visitatori non cambiano affatto, specie se il sito non è nuovo alla presenza sul Web e specie considerando che oggi i social network ti “espongono” alla vista degli utenti solo quando fa comodo a loro.

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Marco Valerio Principato (1279 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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In questo post ho parlato di: , ,


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