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Neanche la fatica di pensare una frase

L'ultima invenzione di L.A. Times
L’ultima invenzione di L.A. Times

Giornalismo 3.0: avete dato, ultimamente, un’occhiata al Los Angeles Times? Il quotidiano californiano s’è dato una bella lustrata, con uno stile grafico più asciutto e fruibile anche da mobile, adottando lo “scroll infinito” e varie altre cosine.

Ma la cosa più simpatica è quella in figura qui sopra: le “Sharelines” (le linee da condividere). In pratica, dato per scontato che i mezzi di condivisione più usati siano Twitter e Facebook, cosa fa il quotidiano? Ti prepara la frasetta già pronta, nei limiti di lunghezza adatti a entrare in un post di Twitter, e accanto ti ci mette la scelta se condividere la frase pronta sull’uno o sull’altro (pubblicato uno, nulla vieta di ripetere l’operazione sull’altro).

Comodo, specie quando si usa da terminale mobile con interfaccia touch, d’accordo. Però facendo così il lettore / la lettrice scrive sui social quello che dice il redattore/ice, non quello che pensa lui/lei, o sbaglio? Non si sforzerà più neanche di pensare, c’è chi lo ha già fatto, perché faticare?

Inoltre, già molti hanno proprio perso l’abitudine di scrivere a mano; ora, se si diffonde la moda della frase fatta, presto si disimparerà anche a mettere due parole in croce una dietro l’altra (già oggi la situazione non è rosea: si leggono certi orrori da far paura).

Mica sono tanto convinto della bontà di questa invenzione per il futuro della cultura. Non mi sono reso conto se altri già lo fanno, ma è irrilevante: non mi convince.

Sbaglierò.

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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